(Adnkronos) - La collaborazione tra Prada e Axiom Space nella creazione dello strato interno della tuta spaziale, sviluppata per proteggere gli astronauti della Nasa nel corso della loro missione sulla Luna, è nata seguendo una passione e
un’idea di futuro. Ed è quello che ha cercato di spiegare oggi Lorenzo Bertelli, Chief Marketing Officer e Head of Sustainability del Gruppo Prada, nel corso della presentazione del nuovo prodotto a New York, dalla sede del marchio italiano di SoHo. "Spesso fai delle scelte per passione e per spingerti sempre più avanti", ha detto Bertelli facendo un parallelo con la ricerca che Prada ha iniziato ("per la passione di mio padre per la vela") negli anni Novanta sviluppando tessuti tecnici per il team Luna Rossa. "In questi anni abbiamo investito oltre un miliardo", ha aggiunto ricordando come questa visione abbia portato il marchio a sviluppare le "Jordan delle sneakers di lusso".
Così questa collaborazione con la startup aerospaziale Axiom Space, iniziata nel 2024 con la presentazione della parte esterna della tuta spaziale, potrebbe cambiare per sempre il settore dell’innovazione tessile e aprire nuove strade per entrambe le aziende. La nuova tuta si chiama Liquid Cooling and Ventilation Garment (LCVG): il capo progettato per essere indossato dagli astronauti all’interno della tuta spaziale di nuova generazione Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU). Oltre ai materiali all’avanguardia, leggeri e studiati per non irritare la pelle o creare attrito, il sistema di raffreddamento è completamente integrato all’interno del capo.
Jonathan Cirtain, Ceo e presidente di Axiom Space, ha citato un proverbio africano per descrivere l’approccio della sua azienda: "Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme". È la filosofia che ha guidato questa partnership. "Il futuro dell’economia spaziale non è per un’unica azienda che fa tutto da sola", ha detto Cirtain, "è per tante aziende che si mettono insieme e collaborano".
Russell Ralston, che per Axiom guida lo sviluppo dei veicoli spaziali, ha spiegato in sala perché questo indumento, invisibile al pubblico, nascosto sotto strati di protezione, sia in realtà il più critico dell’intera tuta. "La tuta spaziale è una navicella per una persona", ha detto. Il LCVG è la parte più vicina al corpo, quella che deve mantenere l’astronauta vivo e in condizione di lavorare per otto, dieci ore consecutive: fa circolare acqua fredda lungo i gruppi muscolari principali, porta ossigeno fresco al viso, rimuove l’anidride carbonica. Se qualcosa va storto c’è un circuito ridondante. L’ingegneria, qui, non ammette improvvisazioni.
La presentazione aveva qualcosa di paradossale: un indumento che non si vedrà mai, presentato come si presenta una collezione, nella sede newyorchese di un marchio di lusso. Ma la logica c’è. Prada porta in questo progetto vent’anni di ricerca sui materiali ad alte prestazioni sviluppati per Luna Rossa, tecniche di modellistica tridimensionale, la capacità di costruire un capo che aderisce al corpo in modo preciso sotto sforzo fisico intenso. Axiom porta la conoscenza dell’ambiente in cui quel capo dovrà funzionare: il Polo Sud lunare, dove la differenza di temperatura tra una zona in piena luce e una in ombra può superare i 200 gradi centigradi, dove non c’è atmosfera a mediare nulla, dove il suolo è coperto di particelle di regolite con bordi taglienti come frammenti di vetro.
I tempi sono stretti. Axiom consegnerà il prototipo alla Nasa entro l’anno per le campagne di qualificazione e il training degli astronauti. Artemis IV, la missione lunare, è a circa diciotto mesi dal suo inizio e per l’industria spaziale sono tempi brevi. "Non è molto tempo", ha ammesso Cirtain. Adesso si attende l’annuncio della crew di Artemis III che sarà annunciato martedì. Quando gli astronauti torneranno sulla Luna per la prima volta a oltre cinquant’anni dall’Apollo, tra i pochi strati che li separeranno dallo spazio ci sarà questo capo, progettato in parte a Milano. Del resto, le striscie rosse di Luna Rossa sono diventate sneakers e sono finite nei negozi. Chissà che un giorno non tocchi anche a questo.
