La rivoluzione del principe William, basta privilegi a membri non attivi: il motivo
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La rivoluzione del principe William, basta privilegi a membri non attivi: il motivo

Cronaca
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(Adnkronos) - In principio fu re Carlo a ridurre il numero effettivo dei membri attivi della famiglia reale per modernizzare la corona, per garantire un'istituzione più agile, ma soprattutto per contenere i costi. Testimone raccolto oggi

dal principe William. Qualche tempo fa aveva confessato all'attore canadese Eugene Levy che "i cambiamenti sarebbero stati ben presto all'ordine del giorno". E questa volta non riguarda i membri effettivi di quella che è stata soprannominata la 'firm' e che lavorano per la Corona a tempo pieno (la principessa Anna, per esempio, e i duchi di Edimburgo), ma coloro che da anni 'abitano' nelle residenze reali e usufruiscono di appartamenti all'interno dei complessi di Kensington Palace o di St James Palace.  

Nomi illustri appartenenti alla numerosa famiglia e discendenza dei Windsor. I duchi di Kent e di Gloucester, le cugine del principe del Galles, Beatrice e Eugenia di York, con i loro rispettivi consorti, Edoardo Mapelli Mozzi e Jack Brooksband, con prole a seguito. Secondo alcune fonti vicine all'entourage del principe William quest'ultimo "avrebbe intenzione di gestire in maniera diversa i gioielli di famiglia". Scrive il settimanale francese 'Point de vue': "Questo trattamento di favore legato ad alcuni membri della famiglia reale, in un momento difficile per la Gran Bretagna, potrebbe suonare anacronistico". 

Il futuro William V vorrebbe rivedere gli affitti di alcuni membri 'non lavoratori' della Royal Family, alcuni concessi al 60% del prezzo di mercato, altri a titolo gratuito. Come ha scritto la giornalista del 'Times' Roya Nikkhah, "il principe del Galles sa bene quanto costi la monarchia inglese. Il suo desiderio sarebbe quello di traghettarla nell'era moderna".  

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