Schwazer, nuova accusa di doping: positivo all'Epo in Germania, sospeso
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Schwazer, nuova accusa di doping: positivo all'Epo in Germania, sospeso

Cronaca
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(Adnkronos) - Nuova bufera doping per Alex Schwazer. Il 41enne marciatore italiano è risultato positivo all'Epo in un controllo eseguito in Germania. La notizia arriva oggi, lunedì 22 giugno, da un comunicato della Nada,

l’Agenzia Nazionale Antidoping della Germania: "Nada - si legge - ha avviato un procedimento di gestione dei risultati in bse al Codice Mondiale Antidoping (WADC21)/Codice Nazionale Antidoping della Germania (NADC21) e al regolamento antidoping della Federazione Tedesca di Atletica Leggera (DLV) nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer a causa di una possibile violazione delle norme antidoping. La Nada ha disposto una sospensione temporanea nei confronti dell’atleta e ha inoltre presentato una denuncia presso la procura competente ai sensi della legge antidoping".  

Il comunicato continua: "In occasione dei Campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classe S.2 della Lista delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping), abbreviata in EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue dell’atleta".  

Schwazer è finito in un nuovo caso doping per la gara dello scorso 26 aprile in Germania, quando aveva vinto la maratona dei campionati tedeschi con il terzo tempo al mondo e record italiano di 3h01’55”.  

Per l’azzurro, oro nella 50 km di marcia a Pechino 2008, si tratta della terza positività della carriera. Nel 2012 venne trovato positivo all’Epo prima delle Olimpiadi di Londra, ammettendo subito le sue responsabilità e confessando l’assunzione della sostanza con una squalifica di tre anni e nove mesi. Schwazer tentò poi di tornare in pista sotto la guida dell’allenatore Sandro Donati, simbolo della lotta al doping in Italia.  

Nel 2016 il secondo caso di doping, pochi mesi prima delle Olimpiadi di Rio. Schwazer risultò positivo al testosterone sintetico durante un controllo, respingendo però subito tutte le accuse, iniziando una lunga battaglia contro il sistema e la Wada, fino a quando – nel 2021 - il Tribunale di Bolzano dispose l’archiviazione del procedimento penale, ritenendo plausibile l’ipotesi di una manipolazione dei campioni. 

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