(Adnkronos) - Fermo convalidato, obbligo di dimora nella provincia di Latina e firma quotidiana in caserma per i tre indagati per l'allontanamento delle due sorelle di 12 e 16 anni di Minturno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (Aq). Le
I tre indagati, che sono difesi dagli avvocati Enrico Mastantuono, lei, e Luca Cupolino, i due uomini, hanno risposto a tutte le domande, chiarendo le loro posizioni. La Procura ha ribadito che le verifiche non sono ancora concluse e che restano aperti ulteriori approfondimenti investigativi per ricostruire eventuali responsabilità di altre persone. Il procuratore ha sottolineato come le dichiarazioni rese da Valentina D'Acunto siano state ritenute espressione di una propria ricostruzione personale dei fatti, centrata sull’intenzione dichiarata di ristabilire un contatto con le figlie. La difesa ha invece impostato la propria linea sulla diversa qualificazione giuridica della vicenda, sostenendo che non si sarebbe trattato di sequestro di persona ma di sottrazione di minori. Una tesi non accolta dal giudice, che ha confermato l’impostazione accusatoria in questa fase procedurale. Il gip ha comunque escluso la necessità della custodia cautelare in carcere, ritenendo sufficiente l’obbligo di dimora per contenere il rischio di reiterazione del reato.
Si riserva di attendere le motivazioni dell’ordinanza cautelare prima di valutare un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame, ha spiegato l’avvocato Luca Cupolino, legale di Vincenzo Esposito e Marco D'Acunto. “Attendiamo di conoscere le motivazioni formali dell’ordinanza cautelare prima di esprimerci sulla possibilità di presentare un ricorso al Tribunale del Riesame”, ha dichiarato il legale a margine dell’udienza di convalida. “Il provvedimento sarà presumibilmente molto articolato, vista la durata della camera di consiglio e la delicatezza dei temi trattati”, ha aggiunto il legale. Cupolino ha poi chiarito che l’eventuale ricorso al Riesame verrà presentato solo in presenza di elementi concreti idonei a incidere sulla motivazione dell’ordinanza, mentre in caso contrario verranno valutate ulteriori strategie difensive. “Se ci saranno i presupposti per intaccare la motivazione dell’ordinanza lo faremo, altrimenti valuteremo altre soluzioni”, ha concluso.
