Caldo e rischio incendi, cosa fare e non fare se ci si trova tra le fiamme: il vademecum 
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
26
Ven, Giu

Abbiamo 2876 visitatori e nessun utente online

Caldo e rischio incendi, cosa fare e non fare se ci si trova tra le fiamme: il vademecum 

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Il caldo favorisce lo sviluppo di incendi anche se per adesso siamo fortunati perché non c'è molto vento. E' infatti l'unione tra caldo, disidratazione delle piante e vento ad alzare notevolmente il rischio". Ad

affermarlo all'Adnkronos è Adriano Alfonso Scica, dirigente del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del servizio antincendio boschivo.  

"Questo è oltrettutto il periodo in cui è in corso la raccolta delle colture di grano, orzo e avena quindi - sottolinea Scica - c'è sicuramente una maggiore attenzione da parte degli agricoltori perché i campi non vadano a fuoco. Tuttavia - avverte - bisogna prestare sempre la massima attenzione. Soprattutto chi lavora nei cantieri con molette che provocano scintille - sottolinea - deve controllare di lavorare in spazi liberi dove non ci siano vicino sterpaglie che possano fungere da innesco. La raccomandazione vale anche per chi decide di fare la brace nelle aree consentite". 

Ma se l'incendio dovesse scoppiare come bisogna comportarsi? "Innanzi tutto - afferma Scica - bisogna immediatamente chiamare i numeri di emergenza 112 o 115 e, possibilmente, descrivere già al telefono il tipo di incendio per dare modo alle squadre di soccorso di prepararsi al meglio per l'intervento. Mentre si dà l'allarme - prosegue l'esperto - bisogna sempre allontanarsi dall'area e posizionarsi in una zona sicura. Sembra che l'incendio ci metta tanto tempo ad avanzare ma in realtà - avverte - non è così. Bisogna segnalare e allontanarsi", ribadisce chiarendo che "una zona sicura è una zona aperta, senza vegetazione o con vegetazione rada con cespugli bassi e mai a favore del vento".  

"Se ci si trova sulla spiaggia e le fiamme sulla costa ci impediscono di allontanarci - aggiunge Scica - la via di fuga resta l'acqua che in questi casi non è mai un luogo pericoloso: si va in mare e, come successe a Peschici nel 2007 - ricorda il dirigente - si attende che arrivino i soccorsi via mare a recuperare le persone".  

Mai intervenire in prima persona davanti a un rogo? "Se le fiamme sono all'inizio e si ha a disposizione dell'acqua ovviamente è bene intervenire tentando di soffocare o circoscrivere il rogo sul nascere in attesa dei soccorsi", conclude Scica.  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.