Attentato a Ranucci, Lavitola: "Atto di amicizia? Saremmo stati due deficienti". Perquisita la casa dell'intermediario
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Attentato a Ranucci, Lavitola: "Atto di amicizia? Saremmo stati due deficienti". Perquisita la casa dell'intermediario

Cronaca
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(Adnkronos) - "Attentato come atto di amicizia? Saremmo stati due deficienti". Valter Lavitola, intervistato dal Tg1, respinge le ricostruzioni e respinge le accuse. Se davvero avessi commissionato l'azione "per amicizia", dice, sarei stato "un

imbecille" e, addirittura, "saremmo stati due deficienti" se l'avessimo fatto insieme.  

Circa la perquisizione di oggi, venerdì 10 luglio, a casa dell'intermediario Gomes Clesio Tavares, dice che fornirà "alla procura gli elementi che spiegano tutto". "A questo punto non so se sperare che rientri o no, ma lui mi ha scritto un messaggio dicendo che sarebbe rientrato" spiega aggiungendo che l'uomo, definito il suo 'factotum', sarebbe ora in Camerun. 

Racconta, inoltre, di aver mostrato a Ranucci un sondaggio internazionale sui possibili leader della sinistra europea, in cui compariva anche il giornalista. Spiega di averlo invitato a pranzo per parlargliene, ricevendo inizialmente una reazione infastidita. "Lui mi ha mandato a quel paese pensando quasi che scherzassi. Io ho insistito un po', ci sarà anche una caterva di messaggi che sicuramente avrà anche la Procura, fine delle trasmissioni. Gli ho detto 'sei un cafone, cos'è hai paura? L'ho sfidato e lui mi ha corretto quattro domande" ha detto Lavitola chiarendo il ruolo di Sigfrido Ranucci nella stesura del sondaggio sui possibili leader del Campo largo. 

Parlando, poi, della loro amicizia avanza dei dubbi. "Il solo fatto che abbia messo quel 'se' mi inizia a far mettere in discussione se c'è o non c'è questa amicizia" ha aggiunto riferendosi a quanto detto dal giornalista in merito all'attentato ossia che 'non può averlo fatto Lavitola; se lo ha fatto, non lo ha fatto per farmi del male'. "In più, si poteva anche evitare di parlare della questione di mio figlio, che è il motivo della mia enorme gratitudine nei suoi confronti".  

"Io ho già predisposto una querela, non te la far fare pure tu per favore" ha aggiunto Lavitola nell'intervista, rispondendo a una domanda sul fatto che fosse vero o meno che chi aveva problemi con Report andava a parlare con lui. 

 

Intanto sul fronte delle indagini la compagna di Gomes Clesio Tavares, ritenuto dagli investigatori l'intermediario del gruppo, che ha fatto esplodere l’ordigno lo scorso ottobre davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, è stata sentita dagli investigatori come persona informata sui fatti. L'abitazione nel napoletano, dove Gomes Tavares, tuttofare di Valter Lavitola, viveva con la compagna prima di partire in Camerun è stata perquisita alla ricerca di elementi utili all’indagine della procura di Roma.  

 

Una perquisizione che segue quella eseguita sabato sera dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati scattata mentre Lavitola, ritenuto dagli investigatori il mandante dell’attentato dinamitardo, era sotto casa con le valigie pronto a lasciare l’Italia per l’Africa. A quanto si apprende, Lavitola aveva acquistato un biglietto aereo. Le indagini intanto proseguono e risposte sono attese dall’analisi del materiale acquisito durante la perquisizione, tre cellulari, due pen drive e sette manoscritti con appunti di Lavitola.  

 

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