Morto Daniele Compatangelo, Parenzo: "Sconvolto, era cronista appassionato e un amico"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
03
Lun, Ago

Abbiamo 3971 visitatori e nessun utente online

Morto Daniele Compatangelo, Parenzo: "Sconvolto, era cronista appassionato e un amico"

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Dire che sono sconvolto è poco". David Parenzo ricorda così Daniele Compatangelo, giornalista e corrispondente de La7 da Washington, morto improvvisamente. "Non era soltanto un grande professionista, ma era anche un

vero amico. Nel nostro mestiere capita che un rapporto professionale si trasformi in un rapporto di amicizia, e con Daniele è stato proprio così", spiega il giornalista e conduttore dell' 'Aria che Tira' all'Adnkronos. 

Parenzo racconta che i due si sentivano praticamente ogni giorno. "L'ultima telefonata l'ho avuta ieri. Ci mandavamo quasi quotidianamente messaggi e avevamo anche una chat dell' 'Aria che Tira' in cui ci faceva un briefing costante su quello che accadeva negli Stati Uniti, segnalandoci le cose più importanti". 

"Ad agosto sarei dovuto andare in America e ci eravamo organizzati per vederci a Washington", aggiunge Parenzo, sottolineando il legame nato negli anni. 

Nel ricordo del conduttore, Compatangelo era "un giornalista vecchio stile, nel senso migliore del termine: un cronista che aveva fonti di primissimo piano, appassionato, sempre alla ricerca della notizia". "Era alla Casa Bianca praticamente H24. Lo potevi chiamare a qualunque ora del giorno e della notte e lui rispondeva. Facevamo i collegamenti la mattina: per lui erano le 6.30 a Washington eppure era sempre presente". 

Parenzo evidenzia soprattutto l'approccio professionale del collega: "La cosa forte di Daniele è che non era un giornalista ideologico. Era una persona che stava lì, sul campo, che frequentava la Casa Bianca, il Pentagono, che aveva rapporti veri con i protagonisti della politica americana, dal segretario di Stato Marco Rubio ai diversi ambienti dell'amministrazione".  

Nel ricordo c'è spazio anche per il lato più personale e ironico di Compatangelo: "Aveva un grandissimo understatement. In diretta riuscivamo anche a scherzare. L'ultima volta gli chiesi: 'Ma come hai salvato Trump sul telefono?'. E lui mi mandò lo screenshot: lo aveva registrato semplicemente come 'Trump presidente'. Aveva la capacità di passare dal rigore del cronista alla leggerezza del talk show". "Era davvero un amico - conclude Parenzo -. Gli ho voluto molto bene". 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.