Feste 'spacca decibel' in barca? Multe fino a 665 euro per trasgressori
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Feste 'spacca decibel' in barca? Multe fino a 665 euro per trasgressori

Cronaca
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(Adnkronos) - Estate uguale mare e divertimento. E, tendenza sempre più crescente negli ultimi anni, feste in barca tra drink e musica. Ma tra i fumi dell'alcol e l'abitudine ai decibel impazziti, capita che le note provenienti dai

natanti in rada sulle coste italiane raggiungano livelli tali da trasformare le imbarcazioni in 'discoteche galleggianti'. Diventando molesti per chi condivide in quel momento la posizione in mare, cercando calma e rilassatezza, ma anche per chi risiede sulla costa. Ma le conseguenze per i festaioli molesti in barca possono essere non da poco.  

Come ricordano dalla Guardia costiera ad Adnkronos/Labitalia, l'art. 83 del Regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto, entrato in vigore il 25 ottobre 2024, ha introdotto il Capo III-bis, denominato 'Limitazioni particolari' che prevede che "nelle acque marittime, è fatto divieto alle unità da diporto in transito, in sosta e all’ancora entro il limite di 500 metri di distanza dalla costa di produrre rumori molesti". "Nelle acque interne, tale limite è determinato dall’autorità della navigazione interna competente", si legge ancora.  

Ma in concreto cosa rischia chi sgarra? L'articolo 53, comma 7 del Codice della nautica da diporto stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria. La multa per i trasgressori va da un minimo di 65 euro a un massimo di 665 euro, che si applica a chi non osserva appunto una norma del Codice della nautica, del suo regolamento di attuazione o un ordine dell'autorità competente. La Guardia Costiera è l'autorità preposta al controllo e all'elevazione delle sanzioni. E se invece la musica 'spacca decibel' proviene da un'imbarcazione ancorata in porto? Per quanto riguarda a terra e sul demanio marittimo, spiegano dalla Guardia costiera, vige la disciplina dei singoli Comuni e più in generale si applica l’art. 659 del Codice penale, che punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, sanzionando rumori molesti, schiamazzi o attività lavorative rumorose che offendono la quiete pubblica. 

 

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