(Adnkronos) - Al Meeting di Rimini il Papa è stato accolto da oltre 60mila persone. Nel villaggio dei ragazzi, il Pontefice parla a braccio e invita al rispetto reciproco: ''Rispettatevi gli uni gli altri per costruire la pace''. Saluta i
Papa Leone, al Meeting di Rimini dopo 44 anni dall’ultima visita di un Pontefice, richiama il popolo di Cl alla "responsabilità". Ringrazia per un'eredità viva che comporta una responsabilità storica nella comunione della Chiesa e al servizio di un'umanità assetata di giustizia. Sottolinea che "il male non si combatte col male" e invita a opporre al falso realismo il realismo della misericordia, che non contempla nemici, ma solo fratelli e sorelle. Chiede di purificare pensieri, abitudini e progetti dalla cultura della potenza. Invita a liberare convivenza, cultura, educazione e lavoro da sospetto, prepotenza e idolatria del profitto. Sollecita a smascherare rapporti di potere ingiusti, radice di povertà, diseguaglianze e guerre. Esorta a disarmare uno sviluppo tecnologico pervasivo e distruttivo. Ai giovani ricorda che il futuro è una promessa e li invita a mettersi in gioco. Chiede di aprirsi a una vera cattolicità, usando il Movimento come trampolino verso l'intera realtà.
Il Papa, lasciata la Fiera di Rimini, passando dall’Arco di Augusto, ha raggiunto in auto la Cattedrale di Rimini, intitolata a Santa Colomba per incontrare gli ammalati, i disabili e i poveri, assistiti dalla Caritas. "Questa è la Cattedrale di Rimini, e qui voi siete a casa! Sì, perché il Signore Gesù, quando incontrava persone malate, o con disabilità, o povere, le accoglieva e le metteva al centro, per guarirle, per restituire loro una vita secondo la loro dignità. Così mostrava a tutti i segni dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. Così dobbiamo fare anche noi: - ha osservato Leone - lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa, la comunità che Lui ha formato per portare a tutti il Vangelo della sua vittoria sul peccato e sulla morte".
Il Papa a bordo della papamobile ha percorso, poi, il lungomare di Rimini per raggiungere il porto, dove ha celebrato la messa che conclude la visita pastorale.
"La gratitudine del nostro popolo per il dono ricevuto in questa giornata straordinaria è incalcolabile. Le parole di papa Leone XIV ci hanno raggiunto come un abbraccio vigoroso e paterno" sottolinea il presidente di Comunione e Liberazine, Davide Prosperi, al termine della visita del Papa al Meeting di Rimini. "Siamo colmi del desiderio di rispondere alla 'responsabilità storica' che ci ha affidato: testimoniare, a partire dall’educazione che abbiamo ricevuto, la forza dell’amore di Cristo, promuovendo il bene attraverso una vita che sappia generare amicizia e speranza. Il Santo Padre ci provoca ad aprirci all’incontro con tutti: è questa la 'vera cattolicità' di cui il movimento vuole rendere testimonianza. Ci ha colpito che questo invito lo abbia rivolto anzitutto ai giovani", osserva.
"Sento particolarmente importante l’indicazione di papa Leone a onorare le diversità e facilitare l'armonia. Per il nostro movimento è un’indicazione decisiva: le diverse sensibilità ed esperienze sono chiamate a contribuire, ciascuna con la propria ricchezza, a costruire l’unica casa. Per questo abbiamo bisogno di crescere nell’ascolto reciproco, nella libertà e nella sequela, in costante sintonia con i pastori della Chiesa.L’incontro col Papa è stata una grande festa: ci riempie di gioia, ci conferma nel cammino e ci rilancia nella nostra responsabilità", sottolinea.
Papa Leone stamattina è stato in visita pastorale nella Repubblica di San Marino, terzo pontefice nella storia a raggiungere il microstato. Accolto dalle campane a festa all'Aviosuperficie di Torraccia, ha salutato i fedeli e poi si è trasferito in Piazza Garibaldi, raggiungendo a piedi Piazza della Libertà per gli onori militari con Inno Pontificio e Inno Nazionale.
Alle 10.40 ha incontrato Autorità e Società Civile nella Sala del Consiglio Grande e Generale, dove ha richiamato il valore della libertà personale e della coscienza: ''Non c’è vera libertà civile senza libertà personale''. Ha citato i martiri della libertà e l’esempio di San Tommaso Moro.
Il Papa ha ricordato chi oggi resta fedele alla propria coscienza nonostante le avversità e ha definito la libertà ''una pianta che cresce nel dono, nella comunione e nel dialogo''. Ha indicato San Marino come possibile ''laboratorio di buona politica'', capace di coniugare laicità dello Stato e principi della dottrina sociale cattolica, in vista dell’Accordo di Associazione con l’Ue.
Ha infine lodato la tradizione sammarinese di accoglienza, dal sostegno ai profughi ucraini alla difesa del diritto internazionale, incoraggiando istituzioni e cittadini a proseguire nell’impegno per la dignità umana e il bene comune.
