Ai, Anelli (Fnomceo): "Algoritmi non possono capire il disagio del paziente"
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Ai, Anelli (Fnomceo): "Algoritmi non possono capire il disagio del paziente"

Cronaca
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(Adnkronos) - "Gli algoritmi possono esprimere con precisione l'assemblaggio dei sintomi e possono anche rivelare una diagnosi, ma non potranno mai capire il disagio di una persona e da dove la malattia nasce. Questa relazione straordinaria tra

medico e cittadino, che si chiama fiducia, non può esserci con una macchina". Così Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume 'Etica e atto medico. Riflessioni e proposte', a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo 'Documento Atto medico' promosso dalla Commissione interna dell'Omceo (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) capitolino.  

L'obiettivo di questi due testi è definire i confini e l'identità della professione medica di fronte alla rivoluzione digitale, alle crisi globali e a sistemi sanitari sempre più complessi. "La definizione dell'atto medico consentirebbe ai cittadini di comprendere ancora meglio i loro bisogni - continua Anelli - Quando ci si ammala la prima domanda è a chi rivolgersi, e il pensiero va subito al medico. Nella definizione di ciò che il medico può fare è racchiuso l'intero atto medico che, oltre alla dimensione clinica, possiede un valore relazionale, comunitario e democratico. È nella relazione con il paziente - rimarca Anelli - che si realizza la promessa del medico di mettere le proprie conoscenze al servizio del bene della persona. Ma c'è anche una dimensione comunitaria, perché la tutela della salute riguarda l'intera collettività, e una democratica, che permette a ogni cittadino di decidere sulla propria salute con piena consapevolezza". 

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