Morte Domenico, "cuore artificiale lo avrebbe salvato"
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Dom, Set

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Morte Domenico, "cuore artificiale lo avrebbe salvato"

Cronaca
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(Adnkronos) - Il Vad (Berlin Heart Excor) (dispositivo meccanico di assistenza ventricolare) avrebbe consentito di estendere, per un intervallo di tempo considerevolmente più lungo, il periodo in cui il paziente avrebbe mantenuto

condizioni sistemiche idonee a renderlo candidabile all’intervento chirurgico di ritrapianto, in attesa del cuore". E' quanto si legge nella perizia dei tre esperti nominati dal gip Mariano Sorrentino relativamente al caso di Domenico Caliendo, il bimbo deceduto a causa di un trapianto di cuore fallito eseguito nell'ospedale Monaldi di Napoli il 22 febbraio scorso.  

"Diversamente, come già ampiamente argomentato, il mantenimento dell’Ecmo (tecnica salvavita di circolazione extracorporea che sostituisce temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni) oltre il lasso temporale consigliato dalla letteratura di settore determinava, inevitabilmente, il progressivo instaurarsi di complicanze sistemiche, tali da deteriorare il quadro clinico e rendere il paziente non più candidabile a trapianto cardiaco, come verificatosi nel caso di specie", si legge ancora.  

"Chiediamo ancor di più e con maggiore forza la variazione del capo di imputazione da omicidio colposo in omicidio volontario attraverso il dolo eventuale - commenta all'Adnkronos l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo - Non solo io l'ho detto per mesi. Ora viene stabilito dai periti del Gip che Domenico con un cuore artificiale si sarebbe salvato. Le linee guida che Oppido conosce perfettamente dicono che dopo le 72 ore in Ecmo si deve passare a un sistema diverso, come quello del cuore meccanico. Oppido non lo fa, non lo valuta. I periti del Gip dicono che doveva essere fatta e che Domenico, se fosse stato collegato a un cuore meccanico, sarebbe stato sicuramente trapiantabile. Vanno oltre, dicono che dopo il ritrapianto, col cuore che è arrivato, avrebbe avuto oltre il 70% di possibilità di sopravvivenza. Quindi Domenico sarebbe vivo. Allora la domanda è: perché Oppido non lo ha fatto? Questo lo dovrà stabilire la procura, che è un elemento soggettivo. Perché Oppido non lo fa e dichiara falsamente di averlo fatto?". 

Si legge, infatti, nella perizia: "Il Vad (Berlin Heart Excor), quale supporto al circolo durevole, avrebbe consentito di preservare e/o ristabilire la funzionalità d’organo rendendo, quindi, il paziente potenzialmente candidabile a un ritrapianto per un tempo superiore rispetto a quello garantito dall’Ecmo. Tanto assume rilevanza in ragione della disponibilità del graft (giudicato compatibile) in data 17.02.2026, momento in cui l’équipe cardiochirurgica avrebbe valutato la reale possibilità di eseguire il ritrapianto. È pertanto possibile affermare, secondo i criteri della probabilità logica, con il ritrapianto, che la probabilità di sopravvivenza di Caliendo Domenico a medio e a lungo termine sarebbe stata significativa. Si ribadisce che la permanenza del supporto Ecmo oltre l’intervallo temporale raccomandato ne avrebbe certamente determinato il decesso".  

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