Ranucci sul no a reintegro a Report: "Rispetto sentenza giudice ma contro di me fango per cancellare storia"
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Ranucci sul no a reintegro a Report: "Rispetto sentenza giudice ma contro di me fango per cancellare storia"

Cronaca
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(Adnkronos) - "Rispetto la sentenza del giudice, mi sono sempre battuto per l'indipendenza della magistratura". Così in un video postato sulle sue storie di Instagram, Sigfrido Ranucci ha commentato ieri sera la decisone del Tribunale del

Lavoro di Roma che ha rigettato il ricorso urgente presentato dal giornalista contro la rimozione dalla conduzione di 'Report' decisa dalla Rai a fine agosto.  

Poi, intervenendo in serata al Teatro Italia per l'evento 'Censura di Stato - A sostegno di Report e del giornalismo d'inchiesta', organizzato da AntimafiaDuemila, il giornalista ha detto: "Se qualcuno pensa che sia stato sostituito perché porto i jeans attillati, non ha capito. L'obiettivo era chiaro: cancellare la storia di Report. Gran parte dello 'strepitus' mediatico che ha messo in ginocchio la mia redazione ed è servito a motivare la sentenza di rigetto è una narrazione artefatta, guidata da precise regie politiche e mediatiche".  

"Rispetto la giustizia e il ruolo della magistratura, che per me in questo Paese è sacro - ha ribadito - ma resta il fatto che la Rai ha motivato il mio mancato reintegro parlando di 'clamore mediatico' e di 'ombre' che avrebbero condizionato la redazione. Ma quale clamore? Un fango fatto di oltre 3.500 articoli, dossieraggi, notizie false e persino immagini manipolate con l'intelligenza artificiale, costruiti ad arte da un gruppo di giornali e da piattaforme digitali vicine a settori politici".  

Poi ha proseguito: "Oggi l'informazione non serve più per informare, ma per ordinare e fare piazza pulita dei mediatori. Quando grandi multinazionali o poteri politici agiscono, gli unici in grado di fermarli sono i magistrati indipendenti e i giornalisti d'inchiesta. Per questo vanno combattuti entrambi. Ma io vi dico: difendete il prossimo Sigfrido Ranucci che nascerà, tutelatelo e non consentite a nessuno di rendervi infelici. La libertà di stampa è il pilastro della nostra democrazia". 

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