(Adnkronos) - Nove arresti, 87 denunce e 4.292 persone identificate. È il bilancio delle manifestazioni che sabato 24 ottobre hanno interessato diverse città italiane. Sono state 371 le persone accompagnate negli uffici di
polizia, tra cui 110 minorenni e 69 cittadini stranieri. Tensioni e scontri si sono verificati soprattutto a Torino, Roma e Bologna, mentre a Milano inquirenti a lavoro per ricostruire la 'rete' di Youssef Siher, ritenuto dagli investigatori il presunto promotore del Movimento 17 ottobre.
Il bilancio nazionale è stato diffuso dal Dipartimento della Pubblica sicurezza al termine di una giornata caratterizzata da controlli straordinari, presidi delle forze dell'ordine e manifestazioni in diverse piazze italiane. Ci sono inoltre 36 feriti tra le forze dell'ordine (polizia, carabinieri e guardia di finanza), si apprende da fonti del Dipartimento di Ps. Le proteste, organizzate in un clima di forte tensione dopo i disordini e i saccheggi della settimana precedente a Milano, hanno coinvolto giovani, studenti e gruppi legati alle mobilitazioni contro il carovita, il riarmo e il governo.
Nonostante gli episodi di violenza registrati in alcune città, non si sono ripetute le devastazioni e i saccheggi che avevano segnato il precedente fine settimana milanese. L'attività preventiva delle forze dell'ordine ha portato a centinaia di controlli e accompagnamenti negli uffici di polizia.
"Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini. Un ringraziamento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico", ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social, spiegando che il diritto di manifestare "va sempre garantito", così come il "diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza". "È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza".
Intanto dopo il provvedimento di fermo, scattato su richiesta della Procura di Milano nella serata di ieri e che deve essere convalidato da un giudice entro lunedì 26 ottobre, le indagini su Youssef Siher, il presunto ideatore del 'Movimento 17 ottobre' che avrebbe incitato i giovani a scendere di nuovo in piazza per creare disordini e violenza, si concentrano sull'analisi dei suoi dispositivi. Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in carcere a San Vittore.
L'uomo è ritenuto dagli investigatori il presunto amministratore della pagina social del movimento, che aveva rilanciato appuntamenti di protesta in diverse città italiane. Le ipotesi di reato comprendono l'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, contestazione prevista dal nuovo decreto sicurezza.
La moglie risulta indagata a piede libero per ipotesi di reato analoghe. Si tratta di contestazioni al vaglio della magistratura e non di responsabilità accertate con una sentenza definitiva.
Nel capoluogo lombardo, durante la giornata, sono state identificate 2.921 persone: 5 le persone arrestate e 44 quelle denunciate. Mentre 196 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, di cui 171 sono state sottoposte al fermo di prevenzione di polizia.
Gli approfondimenti hanno portato la Polizia a emettere 34 Dacur relativi al divieto di accesso a specifiche aree urbane o esercizi pubblici, 5 fogli di via obbligatori dal comune di Milano, due ulteriori Dacur relativi a divieti di accesso alle aree urbane per violazioni di allontanamento e 26 Daspo per comportamenti a rischio legati a manifestazioni ed eventi.
A Milano si sono svolti "diverse iniziative estemporanee e cortei non preavvisati, alimentati da inviti e messaggi pubblicati sui social network e sulle piattaforme di messaggistica istantanea a cui hanno aderito moltissimi giovani". Le varie manifestazioni si sono poi gradualmente unite fino a formare un unico grande corteo "di circa 15.000 persone", rende noto la Questura di Milano guidata da Bruno Megale. "Grazie alla presenza e alla costante gestione del dispositivo di sicurezza, la giornata si è conclusa senza alcuna turbativa per l'ordine e la sicurezza pubblica a Milano".
A Torino si sono registrati momenti di tensione durante il corteo. Circa 4000 i manifestanti: oltre 400 persone identificate, 38 accompagnate in Questura e 2 arrestate, una per resistenza a pubblico ufficiale aggravata e l’altra per resistenza a pubblico ufficiale. Altre 25 persone sono state denunciate a vario titolo per istigazione a delinquere, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, travisamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Nel corso della manifestazione, il corteo partito da piazza Castello, dove si sono concentrati diversi spezzoni provenienti da altrettante parti del capoluogo piemontese, si è mosso per le vie della città cercando ripetutamente di forzare gli sbarramenti e di riguadagnare il centro. I tentativi sono sempre stati respinti dalle forze dell’ordine, polizia, carabinieri e guardia di finanza che al lancio di oggetti, soprattutto pietre e bottiglie di vetro, hanno risposto con l’utilizzo di idranti e lacrimogeni.
Ventiquattro i feriti tra le forze dell'ordine a Bologna, di cui 5 con prognosi dai 10 ai 30 giorni. Nel corso del servizio sono stati arrestati 3 soggetti, denunciati per ipotesi di reato connesse agli episodi verificatisi, tra cui violenza organizzata, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento nel corso di manifestazione pubblica. Nel corso della giornata anche tramite l’implementazione dei servizi a cura della Polizia Ferroviaria sono stati identificati circa 700 soggetti. Inoltre, 30 manifestanti sono stati accompagnati negli uffici della Questura e della Polizia Ferroviaria, 8 sono stati denunciati, mentre in ordine alla restante parte sono in atto attività info-investigative volte ad accertare eventuali responsabilità individuali in relazione agli episodi verificatisi. I tempestivi approfondimenti hanno finora consentito di adottare le misure di prevenzione previste dall’ordinamento; nel dettaglio, sono già stati emessi 4 fogli di via obbligatori e 2 provvedimenti Dacur.
Anche nella Capitale la giornata è stata segnata da momenti concitati. Dopo il corteo «Fuori l'Italia dalla guerra», un gruppo di giovani ha attraversato via dei Fori Imperiali e via Cavour, tentando di proseguire verso il Circo Massimo.
Le forze dell'ordine hanno sbarrato il passaggio e, in serata, si sono verificati scontri nella zona di largo di Santa Susanna. Per disperdere i manifestanti sono state effettuate cariche e sono stati utilizzati gli idranti.
A Roma sono state accompagnate negli uffici di polizia 96 persone, mentre 11 sono state denunciate. Le persone identificate sono state 200.
Tensioni anche a Bologna, dove alcuni partecipanti al corteo hanno lanciato sassi e petardi contro le forze dell'ordine. Gli agenti sono intervenuti con una carica di alleggerimento per impedire che la manifestazione raggiungesse la stazione.
Durante gli scontri un giovane si è accasciato a terra ed è stato soccorso dal personale sanitario, per poi essere trasportato all'Ospedale Maggiore in codice di media gravità. Secondo le prime informazioni, avrebbe accusato un malore.
