(Adnkronos) - "L'infezione virale, in particolare da virus respiratorio sinciziale, rappresenta non solo un elemento chiave per gli eventi acuti e per la necessità di supporto medico fuori e dentro l'ospedale, ma anche un fattore
Quello illustrato da Radovanovic è il quadro emerso da una survey "condotta quest'estate su poco più di 500 pazienti che presentavano comorbilità respiratorie e cardiovascolari, come il diabete, l'ipertensione, lo scompenso cardiaco, la broncopatia cronica ostruttiva, l'enfisema e l'asma". L'indagine ha evidenziato che "3 pazienti su 4, o anche di più, temono l'impatto delle infezioni virali e il loro effetto, in particolare del virus respiratorio sinciziale, nei confronti della propria malattia e di eventuali sequele che potrebbero essere pericolose per l'equilibrio e la stabilità della patologia", sottolinea l'esperto. Nonostante la conoscenza di questo tipo di virus stia crescendo, però "se ne parla ancora poco, soprattutto nei nostri ambulatori di medicina generale e in ambito specialistico".
Radovanovic aggiunge poi che dalla survey è emerso "che l'infezione virale rappresenta un'esperienza concreta per i pazienti: circa il 10% degli intervistati ha avuto un'infezione da virus respiratorio sinciziale e una buona parte di questi ultimi ha riferito sequele che hanno determinato, fino a un mese o più, un disequilibrio e una limitazione nelle attività della vita quotidiana". E sulla vaccinazione: "L'importanza dell’approccio preventivo è fondamentale non solo per ridurre la gravità dell'infezione di per sé, ma anche per evitare una destabilizzazione o un peggioramento della patologia cronica di cui il paziente soffre, che può portare a conseguenze che si protraggono nel tempo ben oltre l'evento acuto", conclude.
