(Adnkronos) - Cresce la preoccupazione degli italiani per lo spopolamento in atto in diverse aree del Paese, soprattutto al Sud. Sette italiani su 10 (il 73%) si dichiarano preoccupati per il fenomeno, che ritengono debba essere affrontato con
Tra il 2001 e il 2023, dati Istat, il Mezzogiorno ha perso circa 730 mila residenti e le proiezioni al 2080, quelle meno pessimistiche, delineano uno scenario drammatico: una perdita stimata di circa 8 milioni di abitanti, con una contrazione devastante delle fasce giovanili che prefigura una vera e propria “estinzione naturale”, che mina la tenuta dell'intero Paese. Se il bacino demografico del Sud si esaurisce, l'impatto si riflette direttamente sulla continuità dei servizi e della macchina produttiva anche delle città del Nord, dove il ricambio generazionale per far funzionare scuole, tribunali, ospedali, forze dell'ordine è da sempre garantito anche dai flussi in arrivo dalle regioni meridionali. Dall’indagine Demopolis emerge l’attesa di un approccio sinergico e corale alle politiche di contrasto allo spopolamento. Per 6 italiani su 10 (62%), ad occuparsi di promuovere progetti di rigenerazione locale dovrebbero essere le Istituzioni insieme a imprese e privato sociale, affinché siano assunte scelte condivise. Solo un terzo conterebbe esclusivamente sulle Istituzioni.
Quanto agli interventi più efficaci da mettere in atto, la creazione di opportunità occupazionali sui territori 'spopolosi' è la priorità per il 69% degli intervistati. Seguono: incentivi fiscali e agevolazioni per imprese e giovani (61%); miglioramento di trasporto pubblico e mobilità (56%); misure di sostegno ad acquisto/ristrutturazione della prima casa per chi sceglie i piccoli borghi (54%); potenziamento dei servizi alla persona, educativi e sanitari per le famiglie (51%). Per 7 italiani su 10 (76%) la rigenerazione territoriale passa attraverso l'attivazione di politiche mirate su quattro leve - la natalità, il lavoro locale, il rientro dei talenti e l'attrazione di nuovi residenti – e la promozione di un'alleanza capillare tra pubblico e privato (al Sud lo pensa l’87% degli intervistati). C’è poi una fetta di popolazione che considera lo spopolamento come un trend globale ineluttabile: per 19% degli italiani i decisori pubblici e privati dovrebbero evitare investimenti a fondo perduto e limitarsi a garantire i servizi essenziali per la popolazione residua.
“Nel nostro piano triennale 2025 - 2027, abbiamo scelto di concentrarci sulla rigenerazione demografica - ha sottolineato nel suo intervento Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud -. Nel 2025 abbiamo lanciato l’iniziativa 'Riabitare il Sud': la risposta è andata ben oltre le attese con 57 candidature ricevute e più di 200 Ets coinvolti insieme a circa 280 piccoli comuni. Abbiamo potuto sostenere però solo quattro di queste 57 candidature, con 8 milioni di euro, a cui si aggiungono 1,5 milioni dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Restano oltre cinquanta territori che hanno costruito una rete, elaborato una strategia ma che non siamo riusciti a supportare per carenza di risorse. È un patrimonio di progettazione, di speranza e di voglia di sviluppo che rischia di disperdersi, e non possiamo permettercelo. Serve un'iniziativa di coesione nazionale per affrontare un problema che travalica i confini locali. Abbiamo un obiettivo: trovare il modo di stare al fianco alle comunità che con speranza si sono rivolte alla nostra Fondazione ed a cui finora non siamo riusciti a dare una mano. Credo che sia nell’interesse di tutta la nazione e non solo del Sud e siamo sicuri di poter avere al nostro fianco le fondazioni di origine bancaria e le fondazioni di impresa e di famiglia italiane”.
La campagna partecipativa 'Sud Vivo', illustrata nel corso della mattinata al Presidente della Repubblica, intende favorire un cambio di prospettiva: dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità, rivolgendosi da una parte a decisori pubblici e privati e, dall’altra, mettendo in rete idee, esperienze e storie di rigenerazione dei territori, perché vivere al Sud possa rappresentare ancora una scelta possibile. A oggi, sono circa 200 i partner, tra organizzazioni di terzo settore, fondazioni, enti locali, imprese, mondo della formazione e della cultura, che hanno aderito attraverso il sito www.sudvivo.it, condividendo buone pratiche ed esperienze concrete. Parallelamente, i cittadini sono chiamati a condividere la propria 'storia collettiva': testimonianze legate alle quattro direttrici della campagna - nascere, restare, tornare, arrivare - capaci di mostrare come, grazie al contributo di più persone unite dallo stesso obiettivo, sia possibile attivare le comunità in modo generativo.
La campagna è stata anticipata a giugno dal Premio Sud Vivo, promosso dalla Fondazione con il Sud in collaborazione con Anci, per premiare i piccoli comuni italiani che stanno invertendo la rotta dello spopolamento, ed è stata lanciata in tv e sul web con uno spot ideato e realizzato insieme agli studenti dell'Istituto Europeo di Design (Ied), partner del progetto (https://youtu.be/5CqLrtzYqIw). Sono diversi gli appuntamenti e i momenti di confronto pubblico sul tema della rigenerazione di territori e comunità già promossi insieme ai partner, in particolare, all’interno di eventi e festival, tra i quali, Forum PA, Giffoni Film Festival, Ragusa Foto Festival, Festival dell’Ospitalità, Premio letterario Energheia e SàFF – Social Action Film Festival. E da oggi, per dare corpo e voce a questa grande alleanza collettiva, la campagna si avvale di un nuovo strumento: il 'Report Sud Vivo', a cura di Francesco Izzo e Fabrizio Minnella. Non un focus tradizionale sul tema dello spopolamento, ma un testo corale sulla rigenerazione al Sud, in cui i linguaggi della ricerca, dell’azione sociale e della comunicazione si intrecciano per immortalare il fenomeno da punti di vista diversi. Dai numeri alle storie di 'restanza' e di ritorno al Sud, alle esperienze di resistenza di intere comunità, ai racconti letterari dei più giovani, fino allo sguardo dei fotografi, il volume è un invito aperto a istituzioni, enti e cittadini a fare rete.
