Davigo: "Amara? Per procura Milano era attendibile"
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Davigo: "Amara? Per procura Milano era attendibile"

Cronaca
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Amara "sarà anche stato screditato ma fino a quel momento, e anche dopo, la Procura di Milano lo ha ritenuto attendibile sia in una relazione che ha fatto sia indicandolo come teste in un importante processo". Così Piercamillo Davigo, ex consigliere del Csm, a diMartedì su La7 intervenendo sul caso dei verbali dell'avvocato Piero Amara consegnatigli dal magistrato milanese Paolo Storari. 

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''L'iscrizione della notizia di reato deve avvenire immediatamente dice il codice, non è che il pubblico ministero può decidere di non procedere. Se decide di non procedere deve chiedere l'archiviazione al giudice", dice Davigo riferendosi ai verbali dell'avvocato Amara consegnatigli dal magistrato milanese Paolo Storari. 

''Storari mi dice che è seriamente preoccupato perché da mesi sono state raccolte dichiarazioni gravi, gravissime se false, e che non era stata ancora iscritta la notizia di reato", spiega Davigo in merito alle preoccupazioni di Storari per l''immobilismo'" del procuratore di Milano Francesco Greco. 

Storari, racconta, ''innanzitutto mi chiese un consiglio. Io gli consigliai di mettersi al riparo dai guai che sarebbero finiti sulla sua testa, mettendo per iscritto al procuratore quello che finora aveva detto verbalmente, cioè che bisogna iscrivere. Cosa che lui mi ha assicurato di aver fatto con diverse mail. Non si poteva seguire la via ordinaria perché non poteva mandarla al procuratore, visto che era la persona con cui aveva il dissenso, il procuratore generale non c'era, la sede era vacante, e nella mia esperienza è difficile che il reggente prenda decisioni che creino situazioni irreversibili. Nell'ipotesi migliore avrebbe detto 'aspettiamo che arrivi il nuovo procuratore generale'".  

''Lui - prosegue Davigo - aveva già detto molte volte che bisognava iscrivere e l'iscrizione non avveniva. All'inizio di maggio vado a Roma, chiedo a Storari se l'iscrizione era avvenuta e lui mi dice di no. Allora chiamo il vicepresidente del Csm e lo prego, appena arriverà a Roma, di contattarmi perché gli devo parlare di una cosa urgente e importante''. 

Sul caso dei verbali, sostiene inoltre Davigo, ''il senatore Morra ricorda male e dice anche delle cose fantasiose. Non è vero, non gli ho fatto vedere nessun verbale''.  

E ancora: ''Ho fatto di tutto per mantenere segreti questi verbali fino a quando le indagini fossero iniziate. E' assolutamente folle pensare che io possa c'entrare qualcosa con la loro divulgazione, non ho divulgato niente, la mia vita parla per me. Sono rimasto basito per i fatti che sono accaduti. Se è stata, come sembrerebbe dalle risultanze, la mia segretaria non me ne capacito. A me sembrava un persona di assoluta affidabilità''.  

Poi, la stoccata a Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che nei giorni scorsi ha detto: ''non sono Davigo, giustizialista con gli avversari e divulgatore di notizie con i parlamentari amici". ''Penso che avrà ulteriori notizie dal mio avvocato, ne ha già avute'', dice Davigo.  

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