"Sono davvero furibonda. E' come se avessi lavorato per 40 anni inutilmente. Mi brucia quasi più questa scarcerazione di Giovanni Brusca della mia vicenda giudiziaria. In tutti questi anni Brisca ha detto molte menzogne. Ha parlato solo dei suoi nemici, mai dei suoi compari. E ha ancora il suo patrimonio, grazie a dei prestanome. Che
"Nessuno vuole ascoltarmi - dice ancora Silvana Saguto, condannata l'anno scorso a 8 anni e mezzo - è inutile che parli. Ma io so quello che possiede". E ricorda un dialogo avvenuto in aula, durante una misura di prevenzione. "Mi disse 'Giudice, lei è l'unica a ostinarsi a non credermi' e io gli risposi: 'E continuerò a non crederle. Lei si ostina a mentire'. La Procura di Palermo se lo è fatto passare sopra". Dice che "la legge non è sbagliata ma è applicata in maniera sbagliata, Brusca non ha mai messo a disposizione i suoi beni. Maria Falcone ha detto bene, ma il fratello voleva il pentimento di uno come Buscetta, che a differenza di Brusca, ha messo a disposizione le sue conoscenze anche nei confronti dei suoi sodali". "Mentre Giovanni Brusca ha parlato solo dei suoi nemici - dice ancora - senza contare le numerose estorsioni e il traffico di droga. Nessuno può uguagliare Brusca per ciò che ha fatto. Ed è un uomo libero".
Poi fa un esempio: "Brusca ha raccontato ai magistrati che avrebbe guadagnato solo 200 milioni di vecchie lire con gli appalti truccati, poi ha detto di avere guadagnato 200 milioni di lire solo per fare una stradella". "Parliamo di delinquenti, ma c'è un limite - ribadisce Silvana Saguto -Brusca non ha mai voluto mettere a disposizione i suoi beni. Uno Stato come questo che fa finta di credere a una persona che non ha mai messo a disposizione i suoi beni". E sulla mafia di oggi: "Purtroppo non è cambiato nulla, i patrimoni si continuano ad accumulare. E Brusca è un uomo libero".
