Tutta la vicenda AstraZeneca, con lo stop per gli under 60 dopo i rari casi di trombosi, alla fine ci dice che "si è decretata la morte dei vaccini a vettore virale, visto che la decisione di limitarli solo per gli over 60 riguarda anche il vaccino J&J. Credo sia stata una decisione di buonsenso ma assolutamente politica. La scienza
Sulla decisione di ieri, Bassetti sottolinea però che sul vaccino AstraZeneca "i dati scientifici rimangono gli stessi, non abbiamo cambiato idea su questo: resta un vaccino efficace e gli effetti collaterali di tipo trombotico restano tra i 6 e i 12 casi ogni milione di vaccinati. Ma - osserva - è evidente che c'è stato un corto circuito a livello comunicativo e non si può ignorare che la gente ha paura o è diffidente, dal momento che l'obiettivo della campagna è vaccinare più persone possibili".
"La scienza - ribadisce Bassetti - deve dare messaggi ma non possiamo non tenere conto dell'opinione pubblica, e anche noi scienziati a volte dobbiamo andare contro le nostre opinioni precedenti. La scienza non è un dogma o una fede, ma è dinamica, e oggi vediamo cose che tre mesi fa non vedevamo".
E ancora: "AstraZeneca - sottolinea l'infettivologo - anche nei giovani non dà grossi problemi, forse si potevano fare alcune limitazioni, lo dico da sempre, per esempio nei casi di persone sotto trattamenti ormonali, che assumono la pillola concezionale o farmaci trombizzanti, più che dire che è una questione di età. La decisione di ieri è stata quindi politica, come fatto dalla Germania, dall'Austria o dalla Danimarca. A questo punto - aggiunge - avrebbe più senso dire stop ai vaccini a vettore virale, perché limitarli agli over 60 in Italia, dove abbiamo già vaccinato l'80% degli ultrasessantenni equivale a eliminarli, dal momento che ora dobbiamo vaccinare gli under 60, che finiranno tutti per fare vaccini a mRna".
