Omicidio Sacchi, "zaino Anastasiya poteva contenere 70mila euro"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
02
Gio, Apr

Abbiamo 2381 visitatori e nessun utente online

Omicidio Sacchi, "zaino Anastasiya poteva contenere 70mila euro"

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

I settantamila euro per comprare la droga sarebbero potuti entrare dentro lo zaino di Anastasiya Kylemnyk, ritrovato vuoto dopo l’omicidio del fidanzato Luca Sacchi, ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2019 con un colpo di pistola alla testa davanti a un pub nella zona di Colli Albani. Oggi in aula sono stati portati sia lo zaino

rosa della ragazza che alcune banconote fac-simile in tagli da 100 e da 50 euro per mostrare che il denaro poteva essere contenuto nello zainetto. Il denaro, a differenza dello zaino di Anastasiya, non è mai stato ritrovato. Durante l’udienza che si è celebrata a porte chiuse nell’aula bunker di Rebibbia è stata mostrata anche la mazza usata nella colluttazione prima dell’omicidio, sulla quale ci sono alcuni segni evidenti. 

Nel corso dell’udienza davanti alla prima Corte d'Assise di Roma è stato sentito Valerio Del Grosso, il ragazzo che ha sparato a Sacchi. L’imputato ha detto che la pistola gli era stata consegnata già carica, a differenza invece di quanto riferito da Marcello De Propris, il quale aveva affermato di averla consegnata a Del Grosso senza i proiettili. Il ragazzo ha aggiunto inoltre che la somma pattuita per lo scambio di droga era di 63mila euro. 

A processo con rito ordinario, dopo le indagini del pm Giulia Guccione, ci sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni di San Basilio autori materiali dell'agguato mortale, Marcello De Propris, che consegnò l'arma del delitto, il padre di quest'ultimo, Armando, accusato della detenzione della pistola, e Anastasiya, coinvolta nella seconda tranche dell'inchiesta, per la violazione della legge sugli stupefacenti. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.