"Il tema del Green pass ha varie connotazioni. Quello che noi come componente tecnico-scientifica possiamo dire è che avere la più ampia fascia possibile di popolazione vaccinata con due dosi è il passepartout per poter controllare meglio la circolazione" del virus "e per poter guadagnare ulteriori spazi di libertà".
"E' la scommessa che abbiamo e possiamo vincerla - ha aggiunto - perché abbiamo le dosi. Si tratta di fare tutti una scelta consapevole, individuale, ma anche di salute pubblica. Come raggiungere l'obiettivo" è un discorso diverso "e credo qui sia fondamentale poi il parere anche della politica, laddove le modalità possono essere diversificate e vada tenuto conto delle sensibilità e degli aspetti culturali e sociali in cui viviamo. Importante è raggiungere l'obiettivo. Questo è un dibattito su cui credo ci debba essere uno sforzo comune".
Un aspetto su cui conviene anche il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: "Anch'io credo che sia la politica a dover prendere certe decisioni. Da epidemiologo farei di tutto per bloccare il rischio. Ma è chiaro che ci sono le esigenze dei singoli e dell'economia. E alla fine devono essere fatte delle scelte equilibrate. Si parla di rischio accettabile, calcolato. Sta alla politica fare le sue scelte", ha concluso.
