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Dom, Set

Giustizia, Cdm in stand-by: punto con Draghi su riforma Cartabia

Cronaca
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La riforma del processo penale continua a tenere fermo il Consiglio dei ministri, che doveva cominciare alle 11.30. A Palazzo Chigi è in corso una riunione tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza. 

Oltre ai reati da tenere fuori dalla griglia dell'improcedibilità - leggi mafia,

terrorismo, droga e violenza sessuale - nella riunione sul dossier giustizia, a quanto apprende l'Adnkronos, si sta ragionando anche sui parametri che consentirebbero di definire un reato 'complesso', così da allungare i tempi del processo non attenendosi al timing previsto dalla riforma Cartabia. A sollevare la questione di complessità, dovrebbe essere il procuratore, ma c'è un confronto aperto sull'individuazione dei parametri. 

A quanto apprende l'Adnkronos, il leader in pectore del M5S, Giuseppe Conte, è riunito in call con i ministri M5S, i capigruppo grillini di Camera e Senato per visionare e valutare la proposta del governo per raggiungere un'intesa. 

"Come Lega abbiamo chiesto di aggiungere i reati di violenza sessuale e spaccio di droga, oltre a quelli di mafia, se passano le richieste della Lega siamo contenti" dice Matteo Salvini, parlando di fronte al Senato. "Stiamo facendo opera di mediazione, vediamo di chiuderla entro oggi". 

Questa mattina il coordinatore di Fi, Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il premier Draghi. Secondo fonti azzurre, da parte di Tajani sarebbe emersa la richiesta di "correttivi in senso garantista" in materia di procedura penale.  

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