"Tra i migranti sbarcati ci sono anche malati oncologici che non si possono curare nei paesi da cui scappano, ma la stragrande maggioranza è vittima di torture e violenze". Alida Serrachieri è project medical referent di Medici senza frontiere a Lampedusa e da settimane trascorre molte ore del giorno e della notte sul molo
La dottoressa Alida Serrachieri lavora per Medici senza frontiere dal 2017. Ma è la sua prima volta a Lampedusa, ma in passato ha fatto soccorsi anche in mare. "Dalla mia prima esperienza nel 2016 - racconta - ci sono sempre e stesse storie di violenze e abusi, di inumanità, insomma".
Ma cosa prova un medico di Msf durante uno sbarco? "E' un mix di sensazioni - dice la dottoressa - nel momento del soccorso la sensazione che comunque prevale è quella della speranza, un senso di contentezza e poi nel corso del tempo si tramuta in tristezza perché ascoltandoli percepiamo le loro storie difficili, piene di dolori".
E ricorda che "ci sono paesi che non sono nella lista di quei paesi che non sono ritenuti sicuri, l'Afghanistan, ad esempio, non era nella lista, fino a poche settimane fa. Il concetto di paese sicuro lascia il tempo che trova".
