Green pass Italia, Bonomi: "Sia obbligatorio al lavoro"
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Green pass Italia, Bonomi: "Sia obbligatorio al lavoro"

Cronaca
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E' urgente varare il green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro. E' la posizione che espone Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. "Noi siamo per l’obbligo vaccinale, però la politica non riesce a trovare una sintesi. Perché in molti col mondo no vax hanno flirtato. Abbiamo, pertanto, necessità urgente

dell’obbligatorietà del green pass ovunque sui luoghi di lavoro", dice in un'intervista all'Huffington Post. 

"Non possiamo permetterci di dare tempo al virus. Non solo in Italia, ma in tutti gli altri Paesi le varianti del virus sono temibili. Abbiamo sottoscritto tutti insieme i protocolli nel momento più difficile, quando non c’era il vaccino, ora possiamo e dobbiamo sederci a un tavolo per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro. Green pass obbligatorio per rimanere aperti, lo dice il ministro Speranza, mica un partigiano di Confindustria, e siamo d’accordo", sottolinea Bonomi. 

Nel colloquio, si fa riferimento a modalità con cui sono stati effettuati licenziamenti recentemente, anche attraverso WhatsApp. "Sono certo che sia il ministro del Lavoro Orlando e sia la viceministra Todde, che ha la delega alle crisi d’impresa, sappiano bene che la legge vigente non prevede questa modalità di licenziamento, ma precise modalità di informazione e confronto con sindacati e lavoratori. Devo dunque dedurne che continuare a parlarne è pura propaganda anti-impresa. Una delle tante narrazioni a fini politici che di fatto non ha alcun fondamento", dice. 

"Noi - spiega ancora Bonomi - siamo intervenuti su una bozza di testo su cui i due autori, il ministro Orlando e la sottosegretaria Todde, hanno fatto scrivere i giornali per due settimane. Ritengo sia un diritto dovere per chi rappresenta l’impresa poter fare delle valutazioni di merito. Capisco le dinamiche politiche e le parole di Letta, Gentiloni e gli altri, ma francamente sono davvero sorpreso che si sia voluto far passare il mio intervento come un attacco al governo. Al contrario, come è già avvenuto sui licenziamenti segnaliamo tempestivamente al governo le nostre valutazioni, in modo che anche il presidente del Consiglio ne possa tenere conto. Per rafforzare l’operato del governo, non certo per boicottarlo". 

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