"Siamo di fronte ad una nuova religione sanitaria, che come tutte le religioni ha i suoi sacerdoti e i suoi dogmi. Ma la scienza non è una religione: il metodo scientifico è un metodo che procede per tentativi, errori e correzioni, e su una malattia nuova come il Covid si deve essere aperti a sperimentare tutte le cure possibili,
"Io non sono un medico e non sono uno scienziato, e mi affido al 100% a quello che mi dicono i medici -sottolinea Porro- motivo per il quale mi sono vaccinato convintamente nonostante abbia preso il Covid. Detto questo, penso che la scienza, soprattutto su una malattia nuova come questa, possa e debba sperimentare di tutto, sia i vaccini che le cure. Non capisco perché non si debba poter fare". "Il mio -specifica il giornalista e conduttore- è un atteggiamento di metodo: così come mi affido agli scienziati che mi dicono di fidarmi dei vaccini, mi affido anche a chi offre delle cure. Penso che la scienza debba essere aperta a tutte le possibilità di cura".
E sugli attacchi social nei suoi confronti, osserva: "Oltre all'estremismo talvolta violento dei 'no vax', che non è giustificabile, c'è anche l'estremismo verbalmente violento di quelli che, in maniera fideistica, credono solo al vaccino -argomenta Porro- Così come il socialismo e lo statalismo non tolleravano il mercato, qui ci troviamo di fronte ad una guerra di religione, non una guerra fra scienziati. Con i termini della religione. Ho sentito gente che parla di Bava Beccaris, ma stiamo veramente calmi tutti", chiosa Porro. Il riferimento è a Fiorenzo Bava Beccaris, il generale italiano famoso per aver represso con un bagno di sangue i Moti di Milano del 1898, causando 83 morti e moltissimi feriti.
