"Non mi chiamate no-vax, sono no-green pass e non voglio essere generalizzata. Non sono vaccinata e non è escluso che in futuro io non lo faccia, ma se cederò sarà con la morte nel cuore. Sono per i tamponi, ma gratuiti perché è inconcepibile che per poter lavorare io debba pagare l'accesso al mio lavoro; e
"Guadagno circa 1200 euro al mese. Dovrei spenderne circa 120 se dovessi sottopormi ad un tampone ogni 48 ore, quasi un decimo del mio stipendio. Chi è vaccinato zero. Ma dove è scritto che un vaccinato non porta il virus? Questa modalità oltre ad essere discriminatoria è lesiva della sanità pubblica". La prof no-green pass solleva la questione 'esenti', il personale esentato dalla certificazione verde e non necessariamente fragile: "sono 'mine vaganti autorizzate' perché esentate oltre che dal vaccino anche dal tampone. E non è colpa loro, ma di chi glielo permette. Perché tanta durezza contro la nostra categoria? Cosa è stato fatto concretamente dal Governo per il rilancio della scuola? In due anni: nulla".
"Hanno gestito male, avrebbero dovuto puntare alla rimessa a norma. Invece sono arrivati a negare le classi pollaio. Ma sanno cosa significa per un docente ritrovarsi in una classe di 22 allievi con tre insegnanti di sostegno ed una curriculare? Però hanno risolto con i banchi a rotelle e adesso con il green pass. Scelte facili ed equivalenti nel lassismo imperante in cui viviamo". "Mi disturba questo lavarsene le mani - commenta la docente - l'incapacità ad agire concretamente, il voler aggirare l'ostacolo di una legge che stabilisce l'obbligatorietà attraverso la certificazione verde. Mi infastidisce il clamore dei virologi in tv che dicono tutto e il contrario di tutto". L'assenza di una legge ha contribuito a farvi temere che il vaccino non fosse sicuro? "Si, probabile. Ma adesso sarei terrorizzata lo stesso". Che farà il 21 settembre dopo lo sciopero? "Mi presenterò con il tampone - risponde - Non so se riuscirò ad andare avanti. Ho parlato con altre colleghe nella mia situazione e le sto vedendo cedere con la morte nel cuore".
(di Roberta Lanzara)
