Il cuore della strategia del governo di rilancio dell'economia si muove nella strategia "di crescita in uno sviluppo umano, sostenibile, sociale". Un percorso in cui "l'unico vero problema che possiamo avere è il fabbisogno di risorse umane che sono la vera ricchezza del nostro Paese. Per questo è necessario investire moltissimo
Bianchi ha quindi indicato le sette riforme "centrali per lo sviluppo della scuola" su cui è incentrata l'attività del suo Dicastero. Its (Istituti tecnici superiori); filiera tecnico professionale; orientamento "che parte dal delicatissimo passaggio dalla scuola primaria alla secondaria. E va visto come accompagnamento a scelte di vita"; ridimensionamento degli istituti e numerosità, tema sul quale il Ministro ha definito "offensiva" la definizione classi pollaio, chiesto "una dignità anche nella formulazione" e ricordato che "la norma attuale prevede classi tra 15 e 27. Le risorse ormai saranno distribuite in modo mirato dove c'è bisogno, basta interventi a pioggia"; poi reclutamento ed alta formazione dei docenti. Infine la didattica: "l'unità classe non sarà più l'unico modo di insegnare - ha spiegato Bianchi - Sarà necessario uscire da questi schemi. Noi spingeremo pur nell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche".
"Nei prossimi mesi - ha concluso il Ministro - avremo un immane compito da svolgere: attuazione delle riforme ed investimenti. Ma è una opportunità per rendere la scuola il centro del nostro Paese. Insieme dovremmo condividere questo straordinario cammino".
