Prof senza Green pass in sciopero della fame: "Lasciata fuori dopo 21 anni "
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Mar, Ago

Abbiamo 3927 visitatori e nessun utente online

Prof senza Green pass in sciopero della fame: "Lasciata fuori dopo 21 anni "

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Non l'hanno fatta entrare a scuola e così, da oggi, ha iniziato lo sciopero della fame. Lei è Alba Silvani, 62 anni, di Sulmona (Aq), e dopo 21 anni di attesa e di graduatorie infinite, da questo anno scolastico è docente di ruolo. Ma non si è vaccinata e non ha il green pass. "E stamattina - racconta all'Adnkronos -

quando sono arrivata alla scuola dell'infanzia di Collarmele (Aq), dove devo insegnare, non mi è stato permesso di fare il mio lavoro perché mi è stato vietato l'ingresso, non avendo il certificato verde. Già nei giorni passati - spiega - quando sono andata a firmare il contratto, non mi avevano fatto accedere nell'istituto: hanno messo un tavolo fuori e lì ho siglato il contratto".  

Lei dice di non essere "una no vax", ma su "questo vaccino anti Covid sperimentale" qualche dubbio ce l'ha, e "ragionando" ha deciso al momento che non è necessario. La sua protesta continuerà nei prossimi giorni, "almeno per cinque - evidenzia - ribadendo le mie ragioni e chiedendo il rispetto del diritto costituzionale al lavoro e contro ogni forma di discriminazione". Ha anche inviato una lettera al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.  

"Il green pass - afferma - è discriminatorio e l’obbligo del tampone imposto agli insegnanti ogni 48 ore, non solo è fortemente invasivo e insostenibile sia sul piano sanitario che economico, ma rappresenta una discriminazione rispetto ad altre categorie come ad esempio i parlamentari e i lavoratori del Parlamento che possono entrare senza nessun obbligo di green pass: proprio i parlamentari che fanno le leggi valide per tutti gli altri cittadini! I parlamentari non debbono esibire nulla, mentre a noi si chiede la "tessera verde" per poter lavorare. E’ giusto?". 

"L’Italia - rammenta - è una Repubblica democratica fondata sul lavoro (articolo 1 della Costituzione) e non sul green pass. L’obbligo del green pass è anche contro l’articolo 3 della Costituzione che, tra l’altro, vieta ogni discriminazione rispetto a '…condizioni personali e sociali'. Tale obbligo, che rappresenta una forma surrettizia dell’obbligo a vaccinarsi, è anche contro le decisioni dell’Europa, la quale - sostiene - ha stabilito che 'è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate e hanno deciso di non sottostare a vaccinazione" (Regolamento CE 953/2021, punto 36). E' ingiusto sostenere che il vaccino non è obbligatorio e poi rendere impossibile la vita a chi non vi si sottopone".  

"Tra l'altro - rimarca - non c'è bisogno di imporre il green pass agli insegnanti, categoria che ha raggiunto il traguardo del 92% di vaccinati e quindi ha superato l'obiettivo dell'immunità di gregge. Io - ribadisce - ho continuato a lavorare in aula con i bambini quando tutti avevano paura del Covid e hanno optato per la didattica a distanza". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.