"I dati israeliani" sulla terza dose di vaccino anti-Covid "ci dicono che è importante realizzare questa rivaccinazione, in particolare per i fragili e gli esposti". Così all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'università Statale di Milano, commentando lo studio israeliano pubblicato sul 'New
"Vedremo poi come procede la stagione invernale - aggiunge Pregliasco - per comprendere meglio cosa fare in termini di strategia complessiva per tutta la popolazione e se accontentarci". Ma "c'è da distinguere - chiarisce il virologo - per ora sugli immunodepressi stiamo facendo la terza dose perché invece che 2 ne devono fare 3, e la terza come minimo a 28 giorni dalla seconda, per gli altri si tratta di un richiamo dai 6 mesi in poi".
"In queste ore sui social mi arrivano insulti incredibili e minacce perché sta girando una frase estrapolata da una delle mie tante interviste e mi viene attribuito, cosa non vera, che io avrei detto che fucilerei i non vaccinati" dice il virologo all'Adnkronos Salute. Il riferimento è a un video con un frammento di intervista rilasciata da Pregliasco ad un programma su La7 e condiviso su Facebook anche da Gianluigi Paragone, incorniciato dalla scritta 'chi non si vaccina come i soldati imboscati "fucilati sul posto"'.
"In realtà - spiega il virologo- hanno estratto una frase spezzata in cui raccontavo che i militari che durante la prima guerra mondiale si rifiutavano di andare all'attacco venivano fucilati sul posto. Però - chiarisce - non era certo una minaccia. Ma tutto questo incattivisce, perché le persone, evidentemente tratte in inganno da questo spot, mi dicono delle cose terribili: che lo faranno a me, che sono un criminale. Ancora non li ho denunciati, lo avevo fatto in passato, ma temo che mi toccherà farlo di nuovo". "I non vaccinati" contro Covid-19 "come gli evasori fiscali? E' così perché non è una libertà ma una licenza che uno si prende rispetto a un'esigenza di solidarietà e di convenienza nell'approccio a un rischio".
"Sono molto soddisfatto, veramente contento del boom di prenotazioni registrato dopo l'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass al lavoro" dice all'Adnkronos Salute. "Cominciamo a intercettare - rileva il virologo - anche alcuni over 50 non vaccinati" contro Covid-19, "che è poi la fascia che ci interessa di più". "No ai tamponi gratis per i lavoratori. E' un elemento importante della deterrenza". Così all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, sulla richiesta avanzata dal leader della Cgil Maurizio Landini al Governo.
"Il lavoro è un diritto, ma - afferma Pregliasco - c'è il dovere di garantire la massima sicurezza possibile ai 'compagni di viaggio' e il vaccino è un elemento di solidarietà e di riduzione non certa, ma importante, del rischio. E' chiaro - sottolinea - che il Green pass vuole prevedere la vaccinazione e favorirla e farla gratuitamente. Il Green pass al lavoro è un convincimento volutamente stringente e pesante. Lo spirito è proprio quello, non vedo perché si deve avere una licenza alla vaccinazione". "I tamponi servono - conclude poi il medico - sono fondamentali, ma non è praticabile farli su larga scala".
