Portare la validità del Green pass a nove mesi "ha senso. Io la porterei a sei, lo dico sinceramente. Il problema è che poi lasciamo praticamente tutti gli italiani senza certificato verde". Così Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia dell’Università di Padova, intervenuto questa mattina a
Secondo il professore "anticipare il richiamo a cinque mesi ha una sua logica, bisogna vedere se tutto questo è attuabile dal punto di vista della logistica del sistema sanitario. Sarebbe opportuno perché anticipa la caduta della protezione". "C'è da dire - sottolinea Crisanti - che la terza dose ripristina completamente la protezione, i dati di Israele da questo punto di vista sono inequivocabili". "Forse - ha evidenziato Andrea Crisanti - avremmo dovuto progettare la terza dose subito, spiegando che non è il fallimento del vaccino, ma parte del processo di vaccinazione: ci sono altre vaccinazioni da tre dosi, non dobbiamo pensare alla terza dose come al fallimento del vaccino".
Servirà anche una quarta dose? "Mi auguro di no - ha risposto - ma siamo ancora nella cosiddetta 'curva di apprendimento' per quanto riguarda questa malattia e la potenza di questi vaccini, sicuramente verranno prodotti vaccini di seconda e terza generazione, sono già in sviluppo, si miglioreranno in termini di efficacia e durata".
Quanto al prossimo Natale, "sarà più libero. Il mio ottimismo - spiega - viene dal guardare cosa sta accadendo nel Regno Unito, dove hanno vaccinato meno rispetto a noi, intorno al 75% della popolazione, ma non applicano le misure e il contenimento che invece applichiamo qui. Non c'è nessun divieto di assembramento e nessun obbligo di usare la mascherina al chiuso, e si è stabilito un equilibrio settato a 40mila casi e 150 decessi al giorno. In Italia, oltre ad una copertura vaccinale più alta, abbiamo le misure come l'obbligo delle mascherina al chiuso e il Green pass. Da noi penso che si sia arriverà ad un equilibro più basso, probabilmente intorno a 15-20mila casi, e a un numero di decessi accettabile e non più elevato di quello che potrebbe causare un'influenza severa". "Se abbandoniamo le misure in atto finiamo come il Regno Unito e lì si entra in un altro dibattito", ha aggiunto.
