Green pass da 12 a 9 mesi di durata. O forse addirittura a 6 mesi. L'ipotesi di modifiche stringenti al certificato verde, mentre anche l'Italia deve fare i conti con l'aumento dei contagi, è approvata in pieno dagli esperti. "E' corretto portare la durate del Green pass a nove mesi. I dati ci stanno dicendo cha a un anno la copertura
"Il Green pass deve essere uno strumento dinamico. "Tutto viene sempre visto come statico - spiega l'infettivologo all'Adnkronos Salute - ma siamo di fronte a una malattia nuova e a un vaccino nuovo. La scienza evolve e stiamo imparando una serie di cose sul campo. Io sono contento che ci siano questi cambi perché vuol dire che la medicina cambia. Una cosa intelligente - conclude - sarebbe differenziare il Green pass a seconda delle dosi di vaccino fatte e del post malattia, in questo caso magari in base agli anticorpi che si hanno".
"Una durata del Green pass a 9 mesi potrebbe essere la mediazione operativo-tecnica accettabile fra i 12 mesi, che ormai sono troppi, e i 6 mesi del dato scientifico, che indicano una riduzione dell'efficacia" della protezione conferita dal vaccino anti-Covid, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano.
Una durata del certificato "a 6 mesi potrebbe creare problemi organizzativi e gestionali", ragiona l'esperto, ricordando che il Green pass che si ottiene vaccinandosi "non è un aspetto scientifico nel senso stretto, ma è un qualcosa che dichiara l'avvenuta effettuazione" del vaccino, "una risposta protettiva che comunque permane nel tempo". Perché, ricorda il virologo, "la protezione del vaccino dura anche dopo il 6 mesi, non è che precipita e a 6 mesi e 2 giorni sei scoperto". Quindi, per agevolare la fattibilità "dal punto di vista anche ingolfativo dei sistemi dei richiami, 9 mesi - ribadisce - potrebbero essere la mediazione giusta".
"Sono favorevole alla scelta di ridurre la validità del Green pass", da 12 a 9 mesi, come si prospetta in Italia. "E' un passo nella giusta direzione, perché in qualche modo si allinea la durata" del certificato verde "alla durata della protezione" vaccinale anti-Covid. "In realtà, è meglio addirittura 6 mesi", spiega il professor Andrea Crisanti, che da tempo sottolinea la necessità di ridurre la validità del pass a 6 mesi. Facendolo, "a questo punto il Green pass e la protezione sarebbero totalmente allineati", conclude il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova.
"Serve, a prescindere dai vari aggiustamenti in progress, un Green pass capace di fornire maggiori garanzie. I rischi non mancano e l'equilibrio della nostra incolumità è tornato ad essere precario, tanto più se affidato ad un certificato verde parzialmente appollaiato su un improbabile tampone che, in una fase di ampia circolazione del Sars CoV-2, ha enormi margini di imprecisione. Serve la terza dose, e dunque il vaccino, più che il Green pass", dice l'l'immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata.
"D'altro canto - osserva - avendo fatto fin dal primo istante la scelta della massima prudenza, non può cogliermi di sorpresa la decisione di accorciare i tempi della validità del Green pass, convinto come sono che esso stesso non è di per sé un salvacondotto per attraversare a petto nudo i sentieri accidentati dell'epidemia. Solo qualche giorno fa mi ero permesso di ipotizzare, suggerire e perfino proporre ai decisori centrali l'opportunità e l'utilità di anticipare a 5 mesi di distanza dalla seconda dose di vaccino quel richiamo così importante per conferire una protezione più stabile e duratura".
"In linea con le evidenze scientifiche, e sulla scorta dell'esperienza maturata a seguito della pressione epidemiologica esercitata dal Sars CoV-2 e dalle sue mutazioni - aggiunge Minelli - posso certamente dire che la 'riduzione' del Green pass è una conseguenza naturale di quel ragionamento, mirato a rafforzare e a concentrare le difese immunitarie grazie alla vaccinazione, come è giusto e normale che sia e senza surrogati ovvero opzioni caritatevoli. Che i 12 mesi potessero essere un arco temporale arrotondato per eccesso - sottolinea - lo avevamo già messo in agenda".
