“In un certo senso abbiamo ‘due pandemie’: una sostenuta da Omicron e l'altra ancora da Delta. Non dobbiamo dimenticare che molti pazienti in terapia intensiva hanno contratto la Delta, che ha continuato a espandersi anche nelle ultime settimane”. Lo dice al Corriere della Sera Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto
In merito alle prossime due settimane, prosegue Remuzzi, “se le due varianti dovessero continuare a coesistere, questo potrebbe rappresentare un problema. Se invece Omicron riuscisse a sopraffare Delta, dal momento che la malattia che provoca è meno severa, allora forse riusciremo a vedere la discesa della curva nel giro di qualche settimana. Un'espansione rapidissima di Omicron che sovrasti Delta non sarebbe in sé una cattiva notizia. Con una variante così contagiosa si dovrebbe arrivare prima al picco della curva dei nuovi positivi; allo stesso modo, come già successo in Sudafrica e Gran Bretagna, dovrebbe essere più veloce anche il calo, ma se vogliamo parlare di fine della pandemia credo che dovremo ancora prendere delle precauzioni almeno per un paio d'anni”.
L’immunità di gregge resta una chimera secondo Remuzzi: “Se anche arrivassimo al 95% tra vaccinati e guariti, resterebbero da considerare le mutazioni del virus (che non si fermano) e la circolazione delle persone (che continua). Potremmo però parlare di una ‘via d'uscita dalla pandemia’, quasi una ‘sorta di immunità di gregge’. Quanto alla crescita dei contagi legata all’insegnamento in presenza, la scuola è rimasta chiusa per tanto tempo e i contagi hanno continuato ad aumentare: credo che il contributo degli studenti sia davvero irrilevante con una variante che si diffonde con tale velocità”.
