Covid, Ema: "Non vaccinati muoiono, fate vaccino: mai troppo tardi"
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Covid, Ema: "Non vaccinati muoiono, fate vaccino: mai troppo tardi"

Cronaca
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"E' molto triste vedere che gli ospedali e i reparti di terapia intensiva sono pieni di persone che si sono contagiate e che non si sono vaccinate", quando avrebbero potuto farlo. "E' davvero desolante. Incoraggiamo tutti a ripensarci: non è mai troppo tardi, è importante che tutti si vaccinino il prima possibile". Lo sottolinea

Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell'Ema, durante un briefing video con la stampa in collegamento da Amsterdam, dove l'agenzia ha sede. La "grande maggioranza di coloro che si ammalano gravemente di Covid e ne muoiono sono persone che non si sono vaccinate", anche se avrebbero potuto farlo, afferma. 

Cavaleri si sofferma sui vaccini per bambini. I dati sulla sicurezza "sono rassicuranti: gli effetti collaterali gravi nei bambini sono molto rari. Come negli adulti, la maggioranza degli effetti collaterali nei bambini sono lievi o moderati e migliorano in pochi giorni". 

"Per le pericarditi e le miocarditi - aggiunge - casi molto rari si sono verificati in adulti e adolescenti dopo vaccinazioni con vaccini a m-Rna. I dati dalle grandi campagne vaccinali indicano che la frequenza di questi effetti collaterali in bambini più piccoli è significativamente più bassa che negli adolescenti e negli adulti".  

"Anche se la Covid-19 è generalmente lieve nei bambini di tutte le età - sottolinea - per alcuni può portare a malattia grave, ricovero o morte. I dati dagli Usa mostrano che l'impatto negativo della Covid sui bambini è maggiore di un'intera gamma di altre malattie prevenibili con i vaccini. In novembre l'Ema ha raccomandato l'approvazione del primo vaccino anti Covid per i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Le evidenze finora indicano che i vaccini sono efficaci nei bambini come negli adulti e che prevengono la maggior parte dei casi che si verificherebbero senza vaccinazione. I dati mostrano che i vaccini sono altamente efficaci nel prevenire l'ospedalizzazione e altre conseguenze della Covid-19", conclude. 

 

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