"Posso fare solo una considerazione di carattere personale: questo incarico mi ha emotivamente provato, devo dire la verità. Avere a che fare ogni giorno con l'eco di migliaia e migliaia di morti e di storie personali non è una cosa che può lasciare indifferenti. E in questo anno e mezzo ho lavorato con questo pensiero
Un anno e mezzo di lavoro, "migliaia di documenti visionati", racconta Crisanti. Il risultato è un testo di poco meno di cento pagine che in molti sperano possa far luce su passaggi cruciali: la storia dell'ospedale di Alzano Lombardo e il nodo della gestione dei primi casi rilevati; la mancata zona rossa in quell'area del territorio bergamasco che è stata fra le più colpite; le comunicazioni fra il livello centrale e quello periferico; il rebus del piano pandemico e del suo aggiornamento.
"Mi sono ispirato a quella che era la richiesta della procura: indipendentemente da qualsiasi responsabilità di carattere civile, penale o risarcitorio, generare un documento che potesse in qualche modo restituire agli italiani la storia di quei mesi - dice Crisanti - Sicuramente la lettura della perizia darà una chiave per comprendere quello che è accaduto. Penso che sia stata fatta una cosa molto obiettiva", conclude l'esperto.
