Covid, Pregliasco: "Interventi rinviati? Al Galeazzi nessuna discriminazione"
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Covid, Pregliasco: "Interventi rinviati? Al Galeazzi nessuna discriminazione"

Cronaca
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"Nessuna discriminazione e anzi una grande attenzione perché tutto si possa fare al meglio". Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, torna a chiarire anche a 'Timeline' su Sky Tg24 la decisione dell'ospedale di rinviare alcuni interventi non urgenti, che ha scatenato l'ira no vax

a causa, secondo il medico, di "una comunicazione che ha semplificato, estremizzato ed è stata volutamente polemica".  

"Di fatto - ha spiegato Pregliasco - il Galeazzi è assolutamente impegnato" contro Covid-19, "lo è stato nel momento della prima ondata e lo è anche in questo momento. Tant'è che abbiamo dovuto destinare un piano completo, quindi 100 posti letto dei 360 disponibili, ai pazienti Covid". E "tutta quell'attività traumatologica, ortopedica e neurochirurgica che è tipica del nostro ospedale", insieme a "tutta l'attività ambulatoriale, viene svolta secondo norma e regola. Semplicemente - è tornato a ribadire il direttore sanitario dell'Irccs - ha fatto scalpore l'aver inserito "nell'ambito di una profilatura della fragilità dei soggetti che devono fare interventi procrastinabili nel tempo" e che abbiamo "ripianificato nel breve, quindi non rifiutando nessuno ma pianificando nel modo migliore per riuscire a garantire la massima sicurezza possibile per tutti i pazienti, in primis per esempio i soggetti che non hanno voluto vaccinarsi, quindi che hanno diritto alle cure come tutti gli altri". Ma "in questa fase", ha sottolineato il virologo, "essere in ospedale non vaccinati significa rischiare un po' di più in termini di possibilità di contagio".  

"Io credo che tutto questo si risolverà nel breve tempo - ha auspicato Pregliasco, rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe riconfermato la scelta - nel momento in cui ritorneremo, anche grazie al miglioramento della situazione epidemiologica, al momento della massima operatività possibile. Però davvero ora siamo in sofferenza. Noi - ha ripetuto - stiamo risolvendo la situazione e spero che tutto questo scalpore venga in qualche modo a ridursi a quello che è stato: una profilatura del paziente per garantire la massima sicurezza e per lui, per il contesto e per la continuità e l'operatività del lavoro, soprattutto nell'ambito dell'emergenza-urgenza".  

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