Pil, risalita a forte rischio: possibile stop in I trimestre
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Gio, Giu

Abbiamo 2310 visitatori e nessun utente online

Pil, risalita a forte rischio: possibile stop in I trimestre

Cronaca
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Risalita a forte rischio per il Pil italiano. A inizio 2022 si sono fatte più fitte le nubi, addensatesi già a fine 2021 sulla risalita del PIL italiano, stimato in frenata nel 4° trimestre. Con gli attuali prezzi abnormi dell’energia, i margini erosi, la scarsità di commodity e l’aumento dei

contagi, il rischio è che il Pil subisca uno stop nel 1° trimestre: almeno -0,8% l’impatto del caro-energia sul Pil del 2022 (stime Csc). E' quanto emerge dalla Congiuntura Flash di gennaio 2022 di Confindustria.  

INDUSTRIA - Per l'industria è attesa una flessione spinta anche dal costo insostenibile dell'energia. Stando alla Congiuntura Flash, lo scenario per la manifattura ha iniziato a peggiorare a dicembre: il Pmi è sceso (62,0 da 62,8), pur indicando espansione; gli ordini reggono a fatica. Il costo insostenibile del gas (+723% a dicembre sul pre-crisi) e dell’elettricità in Italia, sommandosi ai rincari degli altri input, sta causando temporanee chiusure di imprese nei settori energivori. L’impatto sulla produzione industriale in Italia sarà registrato tra dicembre e gennaio (dopo il +0,7% medio a ottobre-novembre). 

IMPRESE - Gli investimenti in Italia hanno rallentato già nel 3° trimestre 2021 (+1,6% da +2,4% nel 2°). Per il 4° crollano i giudizi delle imprese sulle condizioni di investimento (saldo da +24,4 a +6,7), mentre le aspettative sulle condizioni economiche sono in caduta per il 1° trimestre 2022. A indicarlo è il Centro Studi di Confindustria, spiegando che agiscono da freno sia i bassi margini, erosi dalle commodity, sia il contesto molto incerto, nonostante il traino esercitato da Pnrr e incentivi (specie per le costruzioni). 

LAVORO - Aumenta l’occupazione anche a novembre (+64mila unità): non c’è quindi una frenata nel mercato del lavoro. Il numero di occupati, al minimo a gennaio 2021, ha recuperato quasi tutta la caduta (+700mila; ma -144mila da fine 2019). I lavoratori dipendenti sono pressoché ai livelli pre-pandemia (-41mila i permanenti, +79mila i temporanei), mentre continua il calo degli indipendenti.  

INFLAZIONE - Anche in Italia l'inflazione ha avuto un rimbalzo inaspettato raggiungendo un +3,9%, il valore più alto dal 2008 sebbene resti il più basso dell'Eurozona. La Congiuntura Flash rileva che l’inflazione è salita inaspettatamente in tutte le economie avanzate: a inizio 2021 le previsioni erano di modesto aumento, a +1,7% nell’Eurozona. Invece, a dicembre 2021 è arrivata a valori più che doppi, e in aumento rispetto a novembre, segno che il picco non è stato toccato. La dinamica dei prezzi al consumo nell’Eurozona è del +5,0% annuo, la più alta dal 1996 (+2,7% la misura core, al netto di energia e alimentari), mentre negli Usa ha raggiunto il +7,0% (indice Cpi). In Italia l’inflazione resta più bassa, +3,9%, ma è il valore più alto dal 2008.  

Gli analisti di Confindustria rilevano che tale incremento riflette l’anomalo rincaro dell’energia, prima petrolio, poi gas. I prezzi di gas ed elettricità contribuiscono per più di 0,8 punti all’inflazione dell’Eurozona. In Italia il balzo dei prezzi dei beni energetici, +29,1% annuo a dicembre, ha spinto l’indice generale molto sopra quello core, che è rimasto, a fine 2021, su una dinamica simile al 2020 (+1,5%). L’impatto sulla spesa delle famiglie del rincaro dell’energia (pari all’8,3% del paniere dei consumi) è stimato in circa 5/6 miliardi di euro: ciò sottrae risorse alla spesa in altri beni e servizi, frenando i consumi. Negli Usa, dove la fiammata è arrivata prima, il rincaro energetico ha pesato meno e si è ridimensionato negli ultimi mesi: lo scarto tra l’inflazione Usa totale e core è infatti di +1,5 punti, contro il +2,4 in Italia. 

CONSUMI - Servizi e consumi di nuovo giù. Il pmi dei servizi è calato a dicembre (53,0 da 55,9), segnale che la risalita sta frenando. Nel turismo il recupero fino a novembre era parziale (-25% dal 2019 i viaggi di stranieri in Italia) e ora la nuova ondata di contagi sta riducendo la mobilità delle famiglie (-22% in Italia a gennaio 2022). Ciò potrebbe frenare nuovamente le spese fuori casa, sebbene i limiti di legge restino moderati. Il recupero dei consumi (gap di -3,6% dal pre-crisi, tutto nei servizi) rischia di interrompersi. A indicarlo è la Congiuntura flash del Centro Studi di Confindustria. 

COMMERCIO ESTERO - Luci e ombre per l'export italiano che a ottobre-novembre 2021 ha continuato a crescere (+2,2% in valore), sostenuto dalle vendite extra-Ue (+2,6%) e intra-Ue (+1,9%). Germania e Usa, primi due mercati, sono quelli che più hanno contribuito a tale performance. La dinamica è positiva anche a prezzi costanti (+0,6%), ma più contenuta, dato il balzo dei prezzi (+1,7%). Ma, avverte il Centro Studi di Confindustria, lo scenario per inizio 2022 è molto incerto: accanto a una robusta ripresa della domanda estera, segnalata a dicembre dagli indicatori sugli ordini manifatturieri, permangono difficoltà nelle forniture e pressioni sui prezzi. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.