(Adnkronos) - "Se quanto dice Luca Palamara nel suo libro fosse vero, sarebbe il modo peggiore per ricordare i giudici Falcone e Borsellino nel trentesimo anniversario delle stragi". A parlare in una intervista all'Adnkronos è Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, figlia maggiore del giudice Borsellino, che parla "a nome della
E ricorda che nel 2018 Fiammetta e Lucia Borsellino "si recano nell'ufficio del Procuratore generale Riccardo Fuzio fornendo elemento che a loro dire avrebbero potuto dare avvio a una istruttoria, a un'azione di accertamento delle responsabilità sul piano disciplinare dei magistrati coinvolti. Vengono sentite, raccontano fatti, vicende circostanziati". Ma "la magistratura in quel momento è concentrata su altri problemi che sono nell'aria: il caso Palanara". Così nel 2019 Fuzio scrive una lettera alle sorelle Borsellino in cui si dice "rammaricato". E Palamara scrive anche la risposta delle sorelle Borsellino in cui ribadiscono che dopo un anno "nessun atto è stato prodotto né si è addivenuti a una evoluzione dell'istruttoria".
"Confermo il contenuto di entrambe le lettere, sia quella scritta da Riccardo Fuzio a mia moglie che a Fiammetta Borsellino - dice ancora Fabio Trizzino - sia la risposta di Fiammetta Borsellino, quelle sono documentate". E poi ribadisce che la famiglia ha "sempre espresso delle preoccupazioni" su quella vicenda. "La famiglia ha avuto il sospetto che si facesse melina e che non si volessero affrontare le problematiche oggetto della denuncia - dice ancora Trizzino all'Adnkronos - Certo, vedere quanto accaduto, se il racconto di Palamara corrisponde a verità, ci lascia davvero l'amaro in bocca. Il modo peggiore per ricordare Paolo Borsellino a 30 anni dalla sua morte".
E auspica: "Questo dovrebbe aprire ormai una riflessione indifferibile sul Consiglio superiore della magistratura. Perché, sempre se quanto dichiarato da Palamara dovesse risultare riscontrato e corrispondente alla realtà sulla gestione della denuncia, siamo di fronte a un odioso diritto disciplinare del privilegio, che non possiamo assolutamente accettare". "Poi Trizzino ricorda: "Basti pensare a come fu solerte il Csm, prima nei confronti di Giovanni Falcone e poi nei confronti di Paolo Borsellino, per questioni davvero irrilevanti e pretestuose. Sicuramente non gravi come quelle oggetto della denuncia di Lucia, Fiammetta e Manfredi Borsellino. Qui, invece, il Csm ha fatto melina, per anni...".
