(Adnkronos) - I fondi stanziati dal Pnrr potrebbero rivelarsi l'ennesima occasione persa per rilanciare il sistema scolastico italiano: dalla riforma del reclutamento dei docenti agli investimenti su nidi e scuola dell'infanzia, fino al rinnovo del patrimonio edilizio e al contrasto alla dispersione scolastica, il governo avrebbe dovuto
A parere dell’Andis, ha spiegato Marotta, "va nella giusta direzione la riforma del sistema di reclutamento e di formazione iniziale e continua dei docenti che il Governo ha varato con il Decreto Legge 24 aprile 2022 n.36 nell’ambito delle semplificazioni per l’attuazione del Pnrr. Quanto alle risorse per nidi e scuole dell'infanzia "scopriamo oggi che l’investimento previsto nel Pnrr si limita a prevedere che entro il 2026 si possa disporre di un numero di locali tali da determinare un aumento di circa 228.000 nuovi posti tra asili nido e infanzia. Credo che di questo passo sarà difficile combattere le povertà educative e ridurre le disuguaglianze".
Giudizio negativo anche per quanto concerne l'edilizia scolastica: "manca un piano nazionale di riqualificazione e di ammodernamento degli edifici scolastici, che risolva sia il problema della sicurezza che quello della funzionalità pedagogica e didattica degli ambienti di apprendimento. Con un documento del 2021 avevamo segnalato al Ministro dell’Istruzione che il fondo di 800 milioni, previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il risanamento strutturale degli edifici scolastici, sarebbe risultato sicuramente insufficiente rispetto agli obiettivi dichiarati, dal momento che il patrimonio edilizio della scuola italiana comprende 43.000 edifici e che la maggior parte di essi versa in stato di avanzato degrado o sorge in zona a rischio sismico e ambientale".
