(Adnkronos) - "Il 24% della popolazione pediatrica che ha superato la fase acuta del Covid con sintomi lievi o assenti", in pratica un bambino guarito su 4, "soffre di disturbi correlati all'infezione da Sars-CoV-2 a distanza di almeno 2 mesi dalla guarigione, e fino a 9 mesi dalla stessa". Ancora: "Avere sviluppato sintomi in fase acuta
Gli autori hanno valutato in 8 regioni italiane più di 650 bambini che hanno avuto Covid-19 fra ottobre 2020 e giugno 2021. "I dati confermano e consolidano il valore delle raccomandazioni espresse dalla Società italiana di pediatria e da numerose altre società scientifiche pediatriche: bambini e adolescenti che hanno contratto il Covid, anche se in modo lieve, devono essere monitorati dai genitori e in caso di comparsa di sintomi vanno sempre visitati dal pediatra", raccomandano gli studiosi. I sintomi più spesso lamentati dai piccoli pazienti sono stati affaticamento (7%), problemi di natura neurologica - difficoltà di concentrazione, sensazione di annebbiamento e cefalea (6,8%) - e sintomi respiratori (6%).
L'incidenza di Long Covid - evidenziano dalla struttura piemontese - è quasi raddoppiata nei bambini più grandi e negli adolescenti rispetto ai più piccoli, passando dal 18,3% (0-5 anni) al 21,3% (6-10 anni), fino ad arrivare al 34,4% di rischio (11-16 anni). Nella fascia d'età maggiore, ai sintomi più tipici si possono associare ansia, agitazione, disturbi del sonno e del comportamento. L'unico tipo di patologia Long Covid che si riscontra più spesso nella prima infanzia è quella respiratoria, con l'11,4% di rischio nella fascia 0-5 anni, contro il 3,8% dopo i 6.
"I risultati confermano l'importanza della vaccinazione in età pediatrica come strumento di prevenzione, anche dall’insorgere di patologia da Long Covid", dichiarano gli autori.
Siccome "bambini e adolescenti superano l'infezione acuta da Sars-CoV-2 con una sintomatologia spesso lieve o addirittura assente", osservano i ricercatori, "molti di loro non giungono all'attenzione del pediatra ed eventuali sintomi che si presentano a distanza dalla fase acuta possono non essere correttamente riconosciuti dai genitori né associati al Covid". Da qui l'appello a vigilare su eventuali disturbi.
Fanno parte del gruppo di studio, coordinato da Enrico Bertino e Giulia Maiocco (Neonatologia universitaria Città della Salute di Torino), Gianfranco Trapani (Asl 1 Sanremo, Imperia), Vassilios Fanos (università di Cagliari) e Giuseppe Verlato (università di Verona).
