(Adnkronos) - "Quando ho ucciso mio padre prima e mia madre poi, era come se fossi uscito dalla realtà. So bene che è difficile veder riconosciuta la totale incapacità di intendere e di volere. Che nulla, nemmeno il fortissimo pentimento che provo, mi risparmierà la pena lunga che ho appena iniziato a scontare. Ma
"Tutto il clamore mediatico mi ha dato un gran fastidio. L'esercizio che faccio più spesso è quello di provare a cancellare dalla mia memoria il 4 gennaio - continuava -. Quel giorno ho avuto un blackout, mai avevo pensato di uccidere qualcuno, tantomeno i miei genitori. Sono stato risvegliato da mio padre in maniera energica, abbiamo avuto l'ennesima discussione per i soliti motivi. Mi diceva che non valevo niente, al contrario di mia sorella che, invece, è tutto quello che un genitore può desiderare. Io soffro di un disturbo del sonno, il risveglio aggressivo, che mi rende nervoso, ci sono stati episodi anche con Madé, quando era adolescente. Non ci ho visto più e quando mio padre è entrato in camera con quella veemenza, ho preso un cordino che avevo a portata di mano in un cestino e con quello l'ho strangolato. A quel punto mi sono assopito a terra, accanto al suo corpo. A svegliarmi il telefono, era mia madre che mi diceva che stava rientrando in casa. Ho sentito la chiave nella toppa, l'ho vista e con il cordino ancora in mano ho strangolato anche lei, senza che nemmeno facesse in tempo ad accorgersene. E' successo tutto in pochi minuti".
Benno, che per dieci anni ha vissuto in Austria, raccontava di essere tornato a Bolzano solo con l'inizio della pandemia. "Sono andato via da casa nel 2010, stanco delle liti continue che tentavo ogni volta di evitare, puntualmente paragonato a mia sorella, bravissima in tutto, prematura nei suoi traguardi e molto legata a mia madre che, invece, mi offendeva sempre, mi denigrava. Ero tornato a vivere con loro a causa del Covid, non avendo più possibilità lavorative".
(di Silvia Mancinelli)
