Mostra Vide Ultra limina leti. Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium
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Mostra Vide Ultra limina leti. Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium

Mostra Vide Ultra limina leti. Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium

Catanzaro
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Saranno presentati reperti provenienti dalla necropoli di Scolacium.

Mostra Vide Ultra limina leti. Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium
Mostra Vide Ultra limina leti. Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium

 

Domenica 20 ottobre 2019, alle ore 10.00, a Roccelletta di Borgia (Catanzaro), presso il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, si terrà l’inaugurazione dell’allestimento temporaneo della Mostra Vide Ultra limina leti – Oltre le porte della morte. L’ultimo viaggio dei cittadini di Scolacium.

Le necropoli di Scolacium testimoniano l’importanza del centro. Con la crescita economica e sociale della città si organizzarono e iniziarono ad estendersi anche le “città dei morti”. Le ricerche archeologiche hanno permesso di scoprire le diverse tipologie di sepolcri, dalle inumazioni alle tombe ad incinerazione, fino ai mausolei monumentali che, lungo le vie e sotto gli occhi dei cittadini, plasmavano la fisionomia del suburbio e erano uno dei punti di riferimento per i viaggiatori. Il contesto proposto per rappresentare l’ultimo viaggio proviene dalla necropoli sud-est, che ha restituito sepolture databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.: una tomba ad inumazione in cassone di mattoni e due urne cinerarie (in terracotta e in lamina di piombo) con i loro corredi, manufatti in vetro deposti insieme alla salma e alcuni oggetti rinvenuti fusi all’esterno delle tombe, in relazione ai rituali post mortem.

Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium è afferente al Polo museale della Calabria, diretto dalla dottoressa Antonella Cucciniello che con apposito provvedimento ha nominato referente di questo prestigioso Bene culturale l’archeologa Elisa Nisticò.

Red
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