Amore e vendetta in 'Il profumo del basilico' di Costanza DiQuattro
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Amore e vendetta in 'Il profumo del basilico' di Costanza DiQuattro

Cultura
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(Adnkronos) - Una storia antica "di credenze e tradizioni ma anche di accoglienza e amore". Una vicenda con al centro un'isola, la Sicilia, "che da sempre conosce l’arte della convivenza tra popoli e religioni, ma che spesso dimentica il coraggio del perdono". E' 'Il profumo del basilico', il nuovo libro della s crittrice siciliana

Costanza DiQuattro in libreria con Gallucci dal 7 marzo. Il volume, racconta l'autrice all'AdnKronos, è anche una storia "moderna, di incontri inaspettati e innamoramenti violenti che ampliano il loro fascino sotto il sole incandescente di una estate siciliana".  

L'obiettivo della scrittrice, che ha già firmato con Gallucci 'La Baronessa di Carini', è quello di "dare voce ai giovani amori, quelli che spesso lasciamo per strada, lungo il complesso evolversi della vita, e ai quali guardiamo sempre con tanta nostalgia. E poi ho voluto parlare di gelosia, sentimento naturalissimo e stupido, che talvolta, se non indirizzato bene, può distruggere anche quello che credevamo indistruttibile". È l’estate del penultimo anno di liceo e Otto e Sebastian partono dal Trentino per la loro prima vacanza da soli alla volta della Sicilia. Appena arrivati, fanno amicizia con Lighea e Gigi, due ragazze del posto, che li guidano alla scoperta del mare e dei tesori della loro affascinante isola. Tra Lighea e Sebastian scatta subito una scintilla. "Sebastian e Lighea - si legge nel libro - continuavano a fissarsi, incuranti del mondo; lui ogni tanto accennava a un sorriso mentre lei si sistemava il ciuffo ribelle, tutta rossa in viso. Erano teneri, avvolti in quella sensazione di libertà e benessere che solo la meraviglia di un incontro inaspettato sa regalare”. La loro intesa sentimentale ricorda però, drammaticamente, l’antica leggenda delle teste di moro: un amore inebriante segnato dalla gelosia assassina di una ragazza che uccise il suo amato, decapitandolo, e trasformando la sua testa in un vaso in cui piantare basilico.  

Tra le due vicende corrono mille anni di distanza, ma a unirle c’è il profumo del basilico, una pianta all’apparenza innocua, ma in realtà molto pericolosa per i traditori. Gli elementi intorno ai quali ruota il racconto sono dunque una torbida vicenda, un’infelice storia d’amore e l’incontro-scontro di civiltà. La leggenda delle teste di moro, fonte di ispirazione di una novella del Decameron di Boccaccio, parla di passione, gelosia, tradimento: temi al giorno d’oggi di grande attualità. 

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