Obama: "Non dimenticheremo l'irruzione al Congresso Usa" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Gio, Ott

Obama: "Non dimenticheremo l'irruzione al Congresso Usa"

Obama: "Non dimenticheremo l'irruzione al Congresso Usa"

Cultura
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L'irruzione al Congresso dei sostenitori pro Trump "non potremo mai cancellarla".

Obama:
Obama: "Non dimenticheremo l'irruzione al Congresso Usa"

 

E' quanto ha dichiarato l'ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un'intervista a 'Che tempo che fa' in esclusiva in tv in Italia sulla sua autobiografia 'Una terra promessa', edita in Italia da Garzanti. Anzi, aggiunge in collegamento video con Fabio Fazio nella trasmissione su RaiTre, "ce la dobbiamo stampare nella mente per ricordare che la democrazia non è un bene che viene dal cielo, ma che tutti noi dobbiamo rinnovare. Dobbiamo sempre investire nella democrazia". A maggior ragione, perché "siamo sommersi da informazioni, molte delle quali false" e, quindi, e "lesive per le nostre democrazie". "La politica è imperfetta come tutte le cose degli esseri umani, ma si può fare in modo positivo, e in quel caso porta un contributo alla società, o in modo negativo, e allora porta la conflittualità".  

Obama ha iniziato l'intervista salutando con un "ciao" in italiano e si è lasciato andare anche ad alcuni ricordi della sua giovinezza. "Il mio sogno da bambino era quello di fare l'architetto, era interessato anche al basket ma di certo non ero Lebron James. Non sognavo certo di fare il presidente". Quanto a Michelle, la descrive, come una persona "molto critica, molto dura ed è uno dei motivi per cui l'ho sposata è perché mi spinge sempre a fare mio meglio". "Tutti conoscono Michelle e sanno benissimo che è superiore a me". 

Parla poi anche della Siria. "Ci sono cose durante il mandato presidenziale che accadono e ti spezzano il cuore, una è ciò che è accaduto in Siria. La Primavera araba era una grande promessa di democratizzazione della regione, ma in luoghi come la Siria questa promessa è diventata guerra civile con il coinvolgimento di russi e iraniani". "Ho dovuto prendere una serie di decisioni per migliorare la situazione senza reinvadere un altro Paese del Medio Oriente perché pensavo fosse una cosa irresponsabile".