(Adnkronos) - Un noir che non vuole essere il solito giallo ambientato in una Sicilia estiva e assolata, con i consueti ingredienti del genere tra cui il mare, il cibo delizioso e i panorami incantevoli. Ma ambisce ad essere un libro duro, "scomodo", che apre le porte a un tema sociale pervasivo e pericoloso, ovvero l'odio che con sempre
Al centro del racconto, che arriva dopo 'Giallo Lipari' e che vede il ritorno dell'ispettore Giorgio Garbo, detto 'u milanisi, c'è la morte di una giovane modella. Il corpo viene ritrovato su una spiaggia: la sua fine non è il frutto di un gesto impulsivo, ma è il primo atto di un macabro rituale. Indagando, Garbo si addentra nei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa. Un mese dopo i fatti di 'Giallo Lipari', l’azione si sposta a Panarea, l’isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Garbo, milanese trasferito alle Eolie, è un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L’inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell’isola, tra influencer, giornalismo d’assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in oggetti da sfruttare.
"In Giallo Lipari' - spiega l'autore - l'argomento che ho preso in considerazione era il cyber stalking, in questo tratto invece l'universo sotterraneo dell'incel. Questo tema per me è molto importante. Credo molto in un noir che abbia un taglio sociale forte. Nessun libro italiano parla seriamente di questo argomento. Io, per scrivere questa storia, sono stato mesi nei forum Telegram, nei forum Reddit, ho studiato il modo di parlare delle persone che li frequentano. Nel testo sono riportati pezzi di chat, di conversazioni, che non sono ovviamente copiati ma ricalcano quel tipo di linguaggio che normalizza l'odio, normalizza la violenza e lo stupro. L'idea era raccontare una cosa veramente becera che susciti una reazione nel lettore".
Un dato, per Musolino, è certo. Scivolare nel mondo oscuro e brutale dell'incel è davvero facile: "Ci vuole poco - afferma - per essere rifiutato da una donna, entrare in un forum, condividere foto mercificando il corpo femminile. Mi piaceva portare tutto questo in una realtà che sembra ferma nel tempo, come quella delle Eolie rappresentando una minaccia digitale nel cuore di un posto che sembra fermo nel tempo. Questo è anche un modo di raccontare il microcosmo delle Eolie ed è anche un racconto di che cosa producono i social. E' un modo di raccontare un crimine e tutto quello che ne consegue: la corsa al macabro, al souvenir, alle foto rubate sui social, la caccia al mostro per fare un clic. C'è un modo di raccontare le cose rispettando le vittime e c'è un modo di raccontare le cose per fare audience. Questo ci sta distruggendo", conclude lo scrittore. (di Carlo Roma)
