‘Il muro’, le istruzioni di Guido Saraceni per abbattere la politica della paura
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‘Il muro’, le istruzioni di Guido Saraceni per abbattere la politica della paura

Cultura
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(Adnkronos) - Intreccia filosofia, psicologia, diritto e attualità per smontare i meccanismi che ci spingono a trincerarci nelle nostre convinzioni, il novo libro dal titolo ‘Il muro- Istruzioni per abbattere la politica della paura’ (Sonzogno) di Guido Saraceni. Dopo più di vent’anni di divulgazione e

attività didattica, l’autore – docente di Filosofia del diritto con un seguito di oltre 500mila follower – arriva in libreria, il 15 settembre, per spiegare i meccanismi che trasformano un’emozione naturale in una barriera collettiva e chiarire perché “capire la paura è il primo passo per sconfiggerla”.  

Ogni epoca costruisce i propri muri. Alcuni sono fatti di cemento armato, altri di slogan, disinformazione e fake news, informa una nota. Nascono quando smettiamo di ascoltare ciò che ci spaventa e iniziamo a nutrirlo con sospetto, rancore e diffidenza. Allora l’altro assume il volto del nemico, il diverso diventa una minaccia, lo straniero si trasforma nel perfetto capro espiatorio. Purtroppo, la politica ha imparato a usare questa insicurezza come chiave di lettura esclusiva del presente, per orientare il consenso e semplificare la realtà a suo piacimento. 

Con uno stile diretto, brillante e ironico, il testo mostra come la paura sia un’emozione necessaria, persino saggia, che però diventa pericolosa quando viene manipolata fino a degenerare in fobia collettiva. “Dal timore dell’altro al bullismo, dai social alla propaganda, dalla retorica della sicurezza alla guerra tra poveri, queste pagine mostrano i mattoni con cui edifichiamo muri dentro e fuori di noi. Ma indicano anche una via per abbatterli: responsabilità personale, partecipazione politica, cultura, luoghi dell’incontro, cura di sé. Perché vivere senza paura non è possibile, e forse non è nemmeno desiderabile. Il punto - continua la nota - è imparare a governarla: riconoscere le barriere che ci isolano, ritrovare il coraggio del confronto e scegliere, ogni giorno, da che parte stare”. 

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