Myrta Merlino racconta la sua "mamma geniale", arriva in libreria 'La bambina del miracolo'
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Mer, Ott

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Myrta Merlino racconta la sua "mamma geniale", arriva in libreria 'La bambina del miracolo'

Cultura
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(Adnkronos) - Una donna "del secolo scorso e senza tempo". Ma anche "un’eterna ragazza, un’intellettuale e una sovversiva". Una donna "libera e inafferrabile". E' con queste parole che la giornalista Myrta Merlino disegna il ritratto di sua madre, Annamaria Palermo, cui dedica il libro 'La bambina del miracolo. Storia della mia

mamma geniale', sugli scaffali con La Nave di Teseo dal 29 settembre. "Mia madre, Annamaria Palermo - comincia a raccontare Merlino - nasce nel gennaio del 1943, sotto le bombe, a Cesa, vicino a Napoli, nella villa avita di sua nonna Eleonora de Tilla. Il ’43 - prosegue - è uno degli anni più drammatici della storia italiana, il Paese è al tracollo, le città sono bombardate e l’Italia si spezza: venire al mondo in tempo di guerra significa sfidare la polvere e beffarsi del destino". In questo quadro storico, quindi, muove i primi passi Annamaria Palermo, una "testimone della Napoli del dopoguerra, povera e ferita nei quartieri popolari, vivace e cosmopolita nel quadrilatero signorile di Chiaia". Una testimone che, di fatto, ha attraversato una lunga porzione del Novecento, dalla fine della Seconda guerra mondiale agli anni Ottanta del Novecento.  

Un periodo scandito da tappe diverse - tra cui quella del Sessantotto - che segnano la vita di Annamaria Palermo, sinologa di vaglia scomparsa nel 2017: "Il tempo della famiglia - racconta Merlino - della maternità, delle vacanze a Positano, dell’università. E poi la passione per la Cina, un mondo chiuso e inaccessibile che mamma studia, conosce e svela prima degli altri". Un mondo che "aleggia su di noi e in cui lei sparisce a più riprese". E' per questo motivo che, mentre tutti i bambini trovano le mamme ad attenderli "fuori dalla scuola", Merlino e i suoi fratelli si abituano "all'assenza, alle telefonate intercontinentali attese con il cuore in gola". Insomma, pagina dopo pagina, emerge il ritratto di una mamma "diversa da tutte le altre, che ci sembra eroica e terribile insieme".  

E ancora, andando avanti nel racconto, la giornalista arriva agli anni del femminismo, quando viene trascinata "con la faccia dipinta e i fiori nei capelli a manifestazioni coloratissime, mentre la gloriosa coppia aperta con papà va in frantumi". Il racconto arriva poi gli anni Ottanta a New York, lo Studio 54 e la vita da studentessa spensierata di mia madre con tre figli e un marito. Lei vuole tutto, insegue ogni emozione e vive senza freni, fino alla fine". Ad emergere, pagina dopo pagina, quindi, è il ritratto di una "mamma geniale". Una donna che, dice Merlino, "mi accompagna, mi guida e parla dentro di me".  

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