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Dom, Lug

Fedez 1 maggio, Salvini: "Polemica interna alla sinistra"

Cultura
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"Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, “censori” di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta. P.s. L’interlocutrice Rai registrata da Fedez era portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma". Così Matteo Salvini su Twitter commenta il caso Fedez nato dopo il discorso del rapper al concerto del primo maggio. 

Già ieri il leader della Lega aveva invitato Fedez "a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti". "Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così", ha scritto in un post su Facebook. 

Polemico con l'intervento del rapper il senatore della Lega Simone Pillon: "Ieri sera, dopo una giornata passata a fare il papà a tempo pieno, sono crollato dal sonno e ho dormito come un angioletto. Stamattina ho aperto il telefono e l'ho trovato intasato di messaggi perché Federico in arte Fedez ieri sera ha nuovamente attaccato me, i colleghi e la Lega usando il palco del 1° maggio e i soldi del canone Rai che tutti paghiamo per fare un comizio politico a senso unico, senza contraddittorio", ha scritto questa mattina su Facebook. 

Ma le critiche arrivano anche dagli altri patiti del controdestra. "Fedez preferisce fare un comizio, trasformando il 'concertone' in un festival dell’Unità vecchio stile. E, dal palco in diretta Rai3, mentre pubblicizza indirettamente la Nike indossando un cappello logato, il politico-cantante insulta, con tanto di nomi e cognomi, rappresentanti del mondo associativo pro Life, la cui 'colpa' è quella di criticare il ddl Zan e l’introduzione del reato di omontrasfobia", dichiara la senatrice di Fratelli d'Italia, Isabella Rauti, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili. "La smodata esibizione del cantante - prosegue Rauti - è la conferma del furore ideologico del ddl Zan e dell’intolleranza verso tutti coloro che dissentono dal 'pensiero unico'. Così, abusando del servizio pubblico pagato da tutti noi e senza possibilità alcuna di contraddittorio, viene lanciato ed imposto un messaggio politico a senso unico, funzionale alla più generale offensiva gender. Le esternazioni di Fedez sono l’ulteriore conferma di voler reprimere la libertà di espressione e di opinione di chi la pensa diversamente", conclude. 

Sulla linea di Salvini anche Francesco Giro di Fi. "La Rai? È tutta una polemica interna alla sinistra. La Rai è tutta in mano loro. Se la suonano e se la cantano. Letta chiede alla Rai le scuse? È come uno che parla allo specchio. La Rai è tutta loro. La solita minestra riscaldata ormai indigesta. Già sento girare certi nomi! Siamo alla vigilia delle nomine e usano il povero Fedez per innescare una macchina tritatutto per infilare in Rai i nuovi signori della sinistra che sostituiranno i vecchi signori della sinistra. Dei diritti civili se ne fregano. È solo teatrino e poltronificio. Se il centrodestra ha una colpa è di non aver mosso un dito per cambiare le cose accontentandosi della tappezzeria e di qualche decoro, perché in cucina e nel salotto buono c'era e c’è sempre la sinistra-centro", dice.