"Hitler mai stato imbianchino, ma sognava di fare il pittore" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
12
Mer, Mag

"Hitler mai stato imbianchino, ma sognava di fare il pittore"

Arte e Cultura
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Da Fidel Castro ad Adolf Hitler il passo è breve, almeno per la scrittrice Paola Sorge che dieci mesi dopo l'uscita di 'Fidel in love' sulla storia del grande amore segreto del rivoluzionario cubano con l'italiana Anna Maria Traglia nipote del cardinale, esce ora con 'Herr Hitler, nascita di un fuhrer', sempre per l'editore Castelvecchi, che racconta l'infanzia, l'adolescenza e poi l'ascesa al potere del dittatore nazista. "Fidel è un personaggio che mi ha sempre molto intrigato, in Hitler sono incappata spesso come germanista", spiega all'AdnKronos l'autrice di questa biografia narrativa, una sorta di romanzo storico in cui ogni evento è però documentato. "Tutti e due avevano una grande arte oratoria", osserva.

"Hitler mai stato imbianchino, ma sognava di fare il pittore"

 

"Hitler è un personaggio che conoscevo molto bene, ma ora ho avuto anche notizie e curiosità inedite, da alcune fonti autorevoli e attendibili, soprattutto sulla giovinezza del personaggio, che sfatano alcune falsità storiche - racconta Paola Sorge - cose che hanno sorpreso anche me, assolutamente diverse da quelle tramandate dalle versioni tradizionali. Tanto per dire la prima, non era affatto un imbianchino come lui stesso ha scritto nel 'Mein Kampf'; semmai, da giovane sognava di fare il pittore... La storia dell'imbianchino se l'è inventata per dimostrare che lui era uno del popolo, maltrattato come loro".

'A scuola andava male, ma leggeva moltissimo'Inoltre, "il ragazzo Adolf era molto meno peggiore di quello descritto in tante biografie, non era cattivo e brutale fin da giovane ma un normale adolescente, con amicizie poi mantenute anche dopo con ragazzi di buona famiglia, anche se sicuramente era ombroso di carattere e taciturno". Ma nel giovane Adolf non c'era già il seme di quello che sarà Hitler? Oppure quel seme è germogliato solo più tardi?"Lui amava moltissimo la sua patria e si sentiva un condottiero, questo ha sicuramente inciso, ovviamente in maniera poi negativa, nel suo sentimento di austriaco 'pangermanista' pro-Kaiser e anti-Asburgo e nel suo sogno di grandezza. E si abbeverava di tutte le teorie che circolavano allora e in primo luogo di quelle antisemite: a scuola andava male, ma leggeva moltissimo". Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei... o chi sarai, si potrebbe concludere parafrasando il vecchio proverbio popolare.

(di Enzo Bonaiuto)