J'accuse di De Giovanni: "Questo non è il mio Napoli, tutti irriconoscibili" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
16
Gio, Set

J'accuse di De Giovanni: "Questo non è il mio Napoli, tutti irriconoscibili"

Cultura
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

"Parlare di delusione è troppo poco: per la prima volta nella mia vita non mi sono riconosciuto né nei giocatori in campo, né nell'allenatore in panchina, né nella presidenza e dirigenza del club. Nessuna componente è stata all'altezza che la situazione richiedeva". Non usa mezze misure lo scrittore Maurizio De Giovanni, tifoso azzurro doc, descrivendo "smarrimento e perplessità" di fronte al finale di campionato del Napoli, che lo ha visto escluso dalla Champions League proprio a causa del risultato negativo dell'ultima partita giocata ieri allo stadio 'Maradona'.

Maurizio De Giovanni (Fotogramma)
Maurizio De Giovanni (Fotogramma)

 

"I calciatori erano irriconoscibili e l'allenatore era in piena confusione sia per la squadra messa in campo che per i cambi effettuati in corso di gara: hanno proposto una perfetta lezione di 'non-calcio' - analizza De Giovanni - Quanto alla società, permane in una curiosa e autolesionista tendenza a non voler comunicare con i tifosi e a rendere conto di quello che succede". Conceicao? "Si rischia di fare come con Benitez, con Ancelotti, con Mazzarri, con Sarri e con Gattuso: tutti arrivati fra squilli di trombe e andati via in modo ignominioso...".

Per De Giovanni, "i tifosi hanno pieno diritto di sapere e di capire. Non aver raggiunto l'obiettivo è il minimo e ci siamo abituati. Ma ieri ho visto un Napoli che non è mio! Non hanno avuto neanche la dignità di chiedere scusa ai tifosi, come era doveroso da parte di tutti loro, giocatori, allenatore e presidente. Questa è una ferita gravissima nel rapporto fra la città e il Napoli".

(di Enzo Bonaiuto)