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Ven, Set

Murgia usa schwa in un articolo, sul web è polemica

Cultura
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Un articolo di Michela Murgia sull’ultimo numero dell’Espresso dedicato a Giorgia Meloni e al rischio di neo-fascismo in Italia, nel quale le desinenze maschili e femminili sono caratterizzate dalla 'schwa', la vocale centrale media. Murgia tenta di combattere così le discriminazioni e le differenze di genere utilizzando un linguaggio inclusivo che abolisce ogni differenza.

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L'esperimento, però, ha scatenato roventi polemiche sul web, dove l'utilizzo dell'elemento fonetico, non sembra essere stato troppo apprezzato dagli internauti e dai lettori.

"La #Murgia usa lo 'schwa', il genere neutro. E non dice una parola su Saman. A questo si è ridotto il femminismo, a un concentrato di sciocchezze politicamente corrette", tuona un'utente. "La paranoia della Murgia ha raggiunto l'acme. Vede sessisti razzisti e fascisti dappertutto", aggiunge un altro. "Perché dobbiamo dare tanta considerazione a quello che ha detto la #Murgia. Spara cazz... da sempre, lasciamola dire", scrive un altro ancora. Ma c'è anche chi difende la scelta della scrittrice: "Il mondo cambia e noi cambiamo con esso, e vale anche per il linguaggio! Riflette la necessità sempre più condivisa di ripensare il paradigma dominante. Il maschile non è lo standard, ma una delle tante variazioni della soggettività", sottolinea un utente.