Dal medico Antonio Mistretta dell'Iss il romanzo 'La musica perduta' tra magiche note e letteratura - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Sab, Ott

Dal medico Antonio Mistretta dell'Iss il romanzo 'La musica perduta' tra magiche note e letteratura

Cultura
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"Si può carezzare un uomo con la sola voce". E' la frase chiave, richiamata in controcopertina del romanzo 'La musica perduta' di Antonio Mistretta, medico all'Istituto superiore di Sanità e docente universitario, appassionato di letteratura e di musica e in particolare del suo illustre concittadino Vincenzo Bellini, il 'Cigno di Catania'.

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E proprio tra il capoluogo etneo e Parigi si muove il protagonista, un pianista salentino che durante una sosta nella Ville Lumiere entra in possesso di una lettera appartenuta alla vedova di Gioachino Rossini e inizia la ricerca di una sinfonia considerata persa. E' la 'musica perduta' del titolo, che in qualche modo richiama anche la 'ricerca del tempo perduto' di proustiana memoria.

"Musica, letteratura e scienza sono i tre ingredienti di questo romanzo e anche della mia vita", sottolinea l'autore Antonio Mistretta all'AdnKronos, dopo la presentazione del libro - edito da Giulio Perrone - a Catania nel foyer del teatro Bellini, "proprio sotto la sua statua". L'idea del romanzo ha in qualche modo una origine onirica... "Infatti: potremmo dire che è figlia di un sogno di alcuni anni fa, appena risvegliato ho scritto di getto il canovaccio, cui poi ho lavorato per anni. Infatti, dietro c'è anche uno studio approfondito della vita di Vincenzo Bellini. Poi, ho tenuto la realizzazione di questa idea in un file, una volta avremmo detto in un cassetto, prima di proporla all'editore che ha subito dato credito e sostanza a questa proposta, che definirei come un giallo musicale".

Una idea tra letteratura e musica che è piaciuta anche a Mogol, che tante volte ha 'celebrato' il matrimonio fra note e parole, parlando di "sorpresa per un'ironia che affiora continuamente dalle pagine, come fiori di loto sull'acqua...". Del resto, come conclude una lettera a fine romanzo, "la musica, tutta la musica, è davvero capace di far trovare a chiunque la strada da percorrere, anche quando si era perduta... la vita, non la musica!".

(di Enzo Bonaiuto)